Un retroscena significativo emerge sulla rinuncia di Jannik Sinner al Masters di Cincinnati. Il 15 ottobre 2026, l'ex tennista e coach Brad Gilbert ha rivelato che Darren Cahill, il suo tecnico australiano, sarebbe stato informato della mancata partecipazione dell'azzurro solo mentre era già in viaggio per raggiungerlo negli Stati Uniti. Questa comunicazione tardiva ha generato una situazione di forte frustrazione.
Gilbert, ex numero quattro del mondo e tecnico di campioni come Roddick, Agassi e Gauff, è molto vicino a Cahill, co-coach di Sinner con Simone Vagnozzi.
La sua ricostruzione illumina un momento delicato dell'estate dell'altoatesino, segnata dalla rinuncia a Cincinnati.
La comunicazione tardiva a Darren Cahill
Gilbert ha dettagliato la comunicazione al tecnico australiano. "Cahill non sapeva della rinuncia a Cincinnati, è stato avvertito mentre si dirigeva in aeroporto, così è frustrante", ha spiegato Gilbert. Ha precisato: "Mi ha detto che tutto è iniziato mentre era in viaggio verso l'aeroporto di Los Angeles per prendere un volo per Cincinnati, dove avrebbe dovuto incontrarsi con Jannik. All'ultimo minuto però ha ricevuto una telefonata che lo informava che non avrebbe preso parte al torneo. Da quel momento è rimasto in attesa di notizie. Direi una situazione estremamente frustrante".
L'episodio alimenta incertezze sul futuro di Cahill con Sinner. Non è chiaro se l'australiano sarà nel team anche per la stagione 2027. La stagione di Sinner si è conclusa in anticipo per la cura del ginocchio, affidata all'ortopedico Herbert Schoenhuber, specialista per gli sciatori.
Le perplessità sulla gestione dell'infortunio
Gilbert ha espresso perplessità sulla gestione del problema fisico. "Segue i consigli dei medici, si prende qualche giorno di riposo, poi torna e si allena. Qualche giorno sta bene, altri sente questo dolore al ginocchio, come se avesse tre dottori diversi", ha osservato l'ex tennista. Ha anche ipotizzato: "e se a dicembre avesse ancora dolore? In quello scenario, l'intervento chirurgico (seppur in artroscopia e meno invasivo rispetto al passato) potrebbe diventare un'opzione".