L'Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ha sottolineato l'indissolubile legame tra sviluppo economico e sicurezza in ambito marittimo. Il suo intervento, tenuto a Trieste il 9 ottobre 2026, si è svolto a bordo di nave Vespucci in occasione del convegno “I mari italiani protagonisti della vela mondiale”, organizzato durante la Barcolana. L'Ammiraglio ha richiamato l'attenzione sul ruolo cruciale del mare per l'Italia e per tutti coloro che vi operano.
Il punto focale del suo discorso ha evidenziato come la sicurezza sia una condizione imprescindibile per ogni progresso.
Bergotto ha affermato con chiarezza: “Non c'è sviluppo se non c'è sicurezza, tanto più in campo marittimo. Viviamo un momento storico delicato di transizione; siamo una nazione che non deve avere solo la capacità di costruire, di avere cantieri, porti e flotta, ma deve garantire soprattutto la sicurezza a chi in mare ci lavora”. Questa dichiarazione ha posto l'accento sulla necessità di proteggere le attività e le persone che animano l'economia marittima nazionale.
Il valore della cultura marittima
L'Ammiraglio Bergotto ha ribadito l'importanza della cultura marittima come pilastro fondamentale per l'Italia, un Paese la cui economia dipende in larga misura dal mare. Ha enfatizzato la necessità di rendere il mare un ambiente sicuro, facendo riferimento esplicito a cantieri, porti e flotta quali componenti essenziali della capacità marittima nazionale, insieme alla tutela di chi svolge la propria attività in mare.
Il convegno, svoltosi a pochi giorni dalla Barcolana, ha offerto a Bergotto l'opportunità di collegare il mondo della vela ai principi del lavoro collettivo e al valore dell'equipaggio. “La vela ci insegna una cosa molto importante, il valore dell'equipaggio. Per raggiungere un obiettivo dobbiamo collaborare verso la stessa missione. Non siamo tutti leader, siamo una squadra, in tutti i settori, e per vincere è necessario lavorare insieme”, ha dichiarato, evidenziando l'importanza della collaborazione e di una missione condivisa per il successo comune.
La cooperazione per la sicurezza globale
Il tema della sicurezza marittima è stato al centro anche del XV Trans-Regional Seapower Symposium (T-RSS), conclusosi a Venezia l'8 ottobre 2026.
L'evento, organizzato dalla Marina Militare, ha rappresentato un forum di confronto internazionale di alto livello, riunendo 77 delegazioni di Marine militari provenienti dai cinque continenti. Oltre 800 partecipanti, tra cui rappresentanti istituzionali, vertici militari, organizzazioni internazionali, esponenti del mondo accademico e industriale, e 21 relatori di fama internazionale, hanno animato le due giornate di lavori.
Il simposio ha approfondito le trasformazioni dello scenario marittimo globale, le nuove sfide per la sicurezza e l'urgente necessità di rafforzare il dialogo e la cooperazione internazionale. Un concetto chiave discusso è stato quello dei Mediterranei Globali, interpretato come una lente per comprendere la crescente interdipendenza tra i diversi spazi marittimi regionali.
Questi mari, intesi come nodi complessi di una rete globale, concentrano interessi, risorse, infrastrutture e connessioni strategiche. Le dinamiche che si sviluppano al loro interno possono generare effetti che si propagano ben oltre la dimensione regionale, influenzando la sicurezza, l'economia e la stabilità a livello internazionale.
In questo contesto di crescente competizione e nuove vulnerabilità, la sicurezza marittima richiede una visione condivisa e una cooperazione sempre più stretta tra le Marine. L'Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto ha ribadito che “La cooperazione tra le Marine è il primo livello di deterrenza”, sottolineando il valore del dialogo, della fiducia reciproca e della collaborazione internazionale quali strumenti essenziali per prevenire le crisi e contribuire alla stabilità globale.
Il Simposio ha confermato il suo ruolo di forum internazionale di riferimento, facilitando la condivisione di prospettive, esperienze e possibili risposte comuni alle sfide attuali e future. Il mare, infatti, è un volume che connette Paesi, economie e comunità, veicolando opportunità e risorse, ma anche rischi e vulnerabilità. Proteggere queste connessioni significa contribuire attivamente alla sicurezza, alla stabilità e alla prosperità reciproca.