Dopo le qualificazioni femminili degli Stati Uniti ai Mondiali di ginnastica artistica 2026, Patrick Kiens, allenatore statunitense e del World Champions Centre, ha incontrato i media per commentare la prestazione della squadra. Il confronto ha toccato diversi punti chiave: la prova delle atlete, l'adozione del sistema di supporto al giudizio AI di Fujitsu, la convocazione di Dulcy Caylor in seguito all'infortunio di Hezly Rivera e il cambiamento imposto a Reese Esponda al corpo libero a pochi giorni dalla gara.
La performance statunitense e il giudizio AI
Kiens ha descritto una squadra solida e preparata, elogiando il lavoro svolto in allenamento e la continuità mostrata dalle ginnaste sui quattro attrezzi. Pur definendo sfortunato l’infortunio di Rivera, ha sottolineato il clima positivo e la risposta efficace in pedana.
Riguardo al giudizio assistito dall'intelligenza artificiale, Kiens ha chiarito che al corpo libero gli elementi di danza non erano valutati, mentre volteggio e parallele erano stati interamente recepiti. Alla trave, tuttavia, alcuni collegamenti non sono stati riconosciuti, anche nei casi di Claire e Dulcy. L'allenatore ha osservato che alcune incertezze erano già visibili “a occhio nudo”, come collegamenti incompleti o anelli discutibili, affermando con decisione: “AI doesn't lie.
AI doesn't lie”. Ha quindi collegato il verdetto informatico a una valutazione tecnica già percepibile, senza presentarlo come una sorpresa per lo staff.
Il caso di Reese Esponda e l'incoerenza delle regole FIG
Un altro tema centrale è stato il cambio nella routine di Reese Esponda al corpo libero, dopo che World Gymnastics ha stabilito che il Barani a doppio salto indietro non contava come elemento avanti. Kiens ha spiegato che la sostituzione non è stata complessa tecnicamente, poiché Esponda aveva già eseguito quell’elemento da junior.
Il problema principale, per il tecnico, risiede nell'incoerenza dell'interpretazione delle regole tecniche FIG tra diverse competizioni. Ha evidenziato come lo stesso elemento non avesse creato problemi in una precedente gara FIG, dove Donatella Sacchi era presente come supervisore, concludendo: “That should not happen.”