Un'amicizia vera, un profondo rispetto professionale e retroscena inediti sulla convalescenza e sulle opzioni di calendario del ciclismo moderno. Michael Matthews, ospite al podcast Domestique Hotseat, ha aperto una finestra importante sulla figura del fenomeno sloveno Tadej Pogacar, analizzando il difficile periodo post-infortunio, l'impatto psicologico del recupero e perfino la possibilità di rivederlo al via nell'estate australiana.

L'infortunio e il rientro frenato: "La clavicola era guarita, ma c'era dell'altro"

Uno dei passaggi più significativi dell'intervento di Matthews riguarda il percorso di recupero di Pogacar dopo l'incidente che gli ha impedito di difendere il titolo mondiale e quello europeo.

Tra la voglia feroce del corridore di rimettersi il numero sulla schiena, soprattutto nella rassegna continental casalinga, e la cautela del personale sanitario c'è stata una sottile linea di tensione.

"Se lo chiedevi a lui, era già pronto a partire," ha rivelato l'australiano. "Se invece chiedevi ai medici del team, la risposta era no. È una situazione complessa perché noi atleti, quando abbiamo un obiettivo chiaro in testa, non lasciamo che nulla ci fermi dal dare tutto."

Secondo Matthews, le motivazioni della rinuncia andavano oltre il semplice consolidamento osseo: "La clavicola era praticamente guarita, ma credo ci fosse qualcos'altro legato all'incidente che lo stava un po' trattenendo.

All'inizio ha fatto fatica ad accettare la situazione, ma ora sembra davvero felice. Alla fine ama solo correre in bici: battere record non è il suo primo pensiero, vuole semplicemente competere contro i migliori e divertirsi."

L'ipotesi di un ritorno al Tour Down Under

Tra i temi toccati durante l'intervista c'è stata anche la possibilità di un clamoroso ritorno di Pogacar in Australia per il Tour Down Under, gara in cui ha debuttato nel lontano 2019. "Onestamente non sarei sorpreso di rivederlo lì," ha spiegato Matthews. "È molto entusiasta all'idea di tornare in futuro, anche se non so esattamente quando accadrà."

Sulla propria presenza alla corsa di casa, l'australiano del Team Jayco AlUla ha invece mantenuto la riserva: "Ne parleremo con la squadra alla fine del mese per decidere quale strada intraprendere."

Il Tour Down Under è stata la prima corsa di Pogacar da professionista, nell'ormai lontano 2019.

Lo sloveno era al debutto in maglia UAE ed era uno dei corridori emergenti più attesi della stagione, dopo la vittoria al Tour de l'Avenir 2018. In quella corsa chiuse al 13° posto, e al ritorno in Europa centrò subito la prima vittoria della carriera in una tappa della Volta Algarve. Da allora, Pogacar non è più tornato al Tour Down Under.

Sanremo e rivalità: "Uno dei miei migliori amici, ma in corsa è un rivale"

Nonostante il profondo legame personale, la presenza di Pogacar rappresenta il principale ostacolo per le ambizioni di Matthews nelle grandi classiche, a partire dalla Milano-Sanremo.

"Tadej è uno dei miei migliori amici ed è una superstar di questo sport, lo sarà per sempre," ha dichiarato il corridore australiano.

"Allo stesso tempo però è un avversario. Un altro ragazzo contro cui voglio confrontarmi per capire fino a dove posso spingermi."

Matthews ha concluso spendendo parole di grande stima per l'attitudine dello sloveno: "È un grande modello per tutti noi. Quando le cose si fanno difficili, basta mettere un sorriso in faccia, fare ciò che si ama e dare il massimo. È qualcosa che imparo da lui ogni giorno."