Da Mosca, il 13 ottobre 2026, giunge la notizia del diniego dei visti da parte dell’Olanda a tre ginnaste russe, attese ai Mondiali di ginnastica artistica in programma la prossima settimana a Rotterdam. La decisione impedisce ad Angelina Melnikova, Viktoria Listunova e Anna Kalmykova di prendere parte alla rassegna iridata, alterando significativamente il quadro delle partecipanti.

La Federazione russa di ginnastica ha prontamente annunciato che presenterà ricorso contro il provvedimento, criticando aspramente la scelta delle autorità olandesi.

La federazione ha definito l'atto una chiara "discriminazione" e una "violazione" dei principi fondamentali di equa competizione. Mosca ha inoltre accusato le autorità dei Paesi Bassi di mirare all'esclusione delle "ginnaste più forti" dalla competizione mondiale, alterando di fatto l'equilibrio della gara e la corsa per le medaglie.

Il caso di Angelina Melnikova

Tra le atlete colpite da questa decisione spicca Angelina Melnikova, già campionessa mondiale nel 2025 a Giacarta. La sua assenza è considerata un fattore di notevole peso sul quadro tecnico della competizione, dato che la ginnasta era una delle figure più attese e accreditate per un ruolo da protagonista all'appuntamento di Rotterdam.

Insieme a lei, sono coinvolte Viktoria Listunova e Anna Kalmykova, entrambe parte della delegazione russa destinata ai Mondiali e considerate atlete di alto livello.

Per Melnikova, questo non rappresenta il primo ostacolo burocratico legato ai documenti di ingresso per una competizione internazionale. Lo scorso agosto, infatti, le era stato inizialmente negato il visto per partecipare agli Europei in Croazia. Tuttavia, quella decisione era stata successivamente ribaltata in appello, permettendo alla ginnasta di gareggiare e di conquistare la medaglia d’oro nel concorso generale individuale, dimostrando la sua resilienza e il suo valore sportivo in un contesto di forte pressione.

Ricorso e motivazioni ufficiali

La vicenda rimane aperta sul piano procedurale, poiché la Federazione russa ha scelto di contestare formalmente il diniego dei visti. La posizione espressa da Mosca sottolinea con forza il principio di accesso alla competizione: la federazione argomenta che l’esclusione impedisce ad alcune delle atlete più competitive di misurarsi per le medaglie iridate in condizioni considerate eque e trasparenti, minando l'integrità sportiva dell'evento.

In merito alle ragioni del diniego, la motivazione ufficiale riportata è che "uno o più Stati membri dell’area Schengen considerano le atlete una minaccia alle loro relazioni internazionali". Questa dichiarazione aggiunge un ulteriore livello di complessità alla vicenda, spostando il dibattito dal piano puramente sportivo a quello geopolitico, con implicazioni che vanno oltre la singola competizione.