Alexander Zverev ha concluso la sua notevole corsa nel torneo di Shanghai, fermandosi in semifinale dove è stato superato da Alejandro Davidovich Fokina con il punteggio di 5-7, 6-4, 6-3. Il talentuoso tennista tedesco ha attribuito la sconfitta principalmente alla stanchezza accumulata, frutto di un periodo particolarmente intenso e logorante della stagione, senza però trasformare l'esito del match in un segnale d'allarme per il prosieguo della sua annata. Il suo messaggio è stato chiaro e diretto, un'affermazione di umanità nel mondo dello sport professionistico: "Non sono un robot, sono un essere umano", ha dichiarato, aggiungendo con disarmante franchezza: "Mi stanco".
La fatica dopo gli US Open: un bilancio di una stagione eccezionale
Il ventinovenne Zverev ha collegato il suo evidente calo fisico alla scarsità di riposo e recupero avuto nelle settimane precedenti l'appuntamento di Shanghai. "Dopo gli US Open ho avuto un solo giorno libero in totale", ha spiegato, evidenziando la mole impressionante di impegni e partite affrontate. Tuttavia, ha offerto anche una lettura profondamente positiva di questa situazione, sottolineando il lato virtuoso della sua intensa attività: "Penso di aver giocato molto tennis, il che è molto, molto positivo perché significa che ho giocato bene". La sua stagione, infatti, si mantiene su livelli di eccellenza assoluta: guida il circuito ATP con ben 62 vittorie all'attivo e ha già conquistato due prestigiosi titoli del Grande Slam, trionfando sia al Roland Garros che agli US Open.
Secondo le sue stesse parole, i primi segnali di affaticamento e di una minore brillantezza erano già emersi durante la partita precedente, quella contro Alexander Bublik. Contro Davidovich Fokina, il problema si è manifestato in modo particolarmente evidente soprattutto nel colpo di risposta, un fondamentale che richiede una lucidità immediata, una reattività fulminea e una precisione visiva impeccabile. "Penso che la risposta sia il colpo più difficile quando sei un po’ affaticato, perché la prima cosa che si stanca nel tennis credo siano gli occhi", ha affermato Zverev, descrivendo con precisione il meccanismo della stanchezza. Il tedesco ha raccontato la difficoltà nel tradurre la lettura anticipata del servizio avversario in un'esecuzione efficace e vincente: "Sapevo che il servizio andava lì, ero sulla palla con la racchetta la maggior parte delle volte, ma la sbagliavo, non riuscivo a rispondere dentro il campo".
Dieci giorni di stop: ricaricare le energie in vista di Vienna
La priorità assoluta per Zverev è ora il recupero fisico e mentale. Il tennista ha annunciato un imminente rientro a casa e una pausa completa dagli allenamenti, un periodo di stacco necessario per ricaricare le batterie. "Andrò a casa, non mi allenerò", ha dichiarato con fermezza. Il suo programma prevede un periodo di dieci giorni di stop assoluto prima del rientro in campo, previsto per il torneo di Vienna. Rassicurazioni arrivano anche sul fronte fisico, un aspetto sempre delicato per gli atleti di alto livello: il problema alla caviglia, che lo aveva preoccupato dopo la vittoria al secondo turno di Shanghai contro Wu Yibing, sembra essere sotto controllo e non destare ulteriori preoccupazioni. Sul piano della classifica, il tedesco si appresta a diventare il 30º numero uno ATP con la pubblicazione delle nuove graduatorie di lunedì.