Un episodio controverso ha animato l’ultimo giro della Sprint del Gran Premio di Singapore, dove i compagni di squadra McLaren, Lando Norris e Oscar Piastri, sono stati protagonisti di un contatto in pista. L’incidente, avvenuto alla curva 5, ha scatenato un dibattito interno al team e ha avuto ripercussioni significative sul risultato della gara breve.

Mentre Piastri era impegnato in un’intensa battaglia con Charles Leclerc per la terza posizione, Norris si era mantenuto a stretto contatto con la vettura del compagno per gran parte della competizione, svoltasi su pista bagnata.

Nel momento decisivo, Norris ha tentato un sorpasso all’interno, una manovra che ha portato al contatto tra le due monoposto.

Le conseguenze sono state immediate e pesanti per la McLaren: Piastri è stato costretto al ritiro dopo essere finito in testacoda e aver colpito il muro, mentre Norris, pur riuscendo a riprendere la corsa, ha tagliato il traguardo in ottava posizione. L’accaduto ha spostato l’attenzione del team dalla performance in pista alla gestione di un duello fratricida in una fase cruciale della gara, con margini ridotti.

La difesa di Lando Norris

Lando Norris ha fermamente difeso la sua decisione di tentare il sorpasso, sottolineando la competitività del suo passo e la natura bloccata della gara.

“Il ritmo era molto forte, ma siamo rimasti bloccati per tutta la gara”, ha dichiarato il pilota britannico. “Nell’ultimo giro, si è presentata una grande opportunità alla curva 5, e ho deciso di provarci”.

La sua spiegazione si è concentrata sulla dinamica dello spazio disponibile al momento dell’attacco. “Il varco si è chiuso un po’ più di quanto avrei voluto, e ho dovuto reagire, cercando di evitare l’incidente. Purtroppo, un contatto c’è stato comunque”, ha ammesso Norris. “Ma era un varco significativo, quindi ho avuto il diritto di provarci. Il resto lo analizzeremo come squadra”. La sua posizione è chiara: il tentativo era legittimo, sebbene l’esito non sia stato quello sperato.

La versione di Oscar Piastri e la decisione dei commissari

Oscar Piastri, dal canto suo, ha fornito una prospettiva diversa sull’accaduto, rivelando di non essersi accorto del tentativo di sorpasso del compagno nel punto cruciale della curva. “Devo rivedere le immagini”, ha affermato Piastri subito dopo la gara. “Non l’ho visto all’apice della curva. Ho controllato dietro di me entrando in curva e ho percepito che fosse a una distanza ragionevole per quel tipo di manovra, ma è qualcosa che dovrò esaminare con la squadra”.

L’investigazione dei commissari ha portato a una conclusione salomonica: entrambi i piloti sono stati ritenuti responsabili del contatto, senza che nessuno dei due fosse considerato interamente o prevalentemente colpevole.

È emerso che Piastri si è reso conto della presenza di Norris solo dopo aver impostato la curva, tentando poi, seppur tardivamente, di lasciare lo spazio necessario. Questa dinamica ha contribuito alla decisione di non prendere ulteriori provvedimenti disciplinari.