Carlos Sainz ha duramente criticato la gestione sportiva della FIA dopo gli eventi verificatisi nella SQ1 del Gran Premio di Singapore. Un errore sull’Overtake Mode ha penalizzato diverse vetture, spingendo il pilota della Williams a sostenere che le decisioni sembrino variare in base ai piloti coinvolti. La sessione era già stata complicata da un problema di cronometraggio e da una successiva disparità di potenza in pista.

La prima parte della Sprint Qualifying era stata segnata da un malfunzionamento dei tempi: alcuni giri non erano stati registrati e un ordine d'arrivo errato era apparso alla bandiera a scacchi.

La Formula One Management (FOM), responsabile del cronometraggio ufficiale, ha poi utilizzato un sistema di backup per ristabilire i tempi corretti. A questo problema si è aggiunto l'errore riguardante l'Overtake Mode, che ha coinvolto più monoposto.

L'errore dopo la bandiera rossa

Dopo una bandiera rossa, resasi necessaria a causa di detriti in pista in seguito a un incidente di Sergio Perez, la FIA non ha riattivato manualmente l'Overtake Mode al termine dell'interruzione. Il sistema è stato poi acceso per soli 27 secondi nelle fasi finali, prima di essere disattivato nuovamente dopo una discussione. Sainz ha così sintetizzato la sua posizione: “Metà delle macchine ha fatto il giro con un motore più veloce di mezzo secondo rispetto alle altre.

C’è stato un altro problema software con le vetture e questa volta noi eravamo dalla parte sbagliata. Per qualsiasi ragione la FIA, a differenza della Malesia, non ha deciso per l'equità sportiva ed era contenta che metà delle macchine in qualifica avesse più potenza dell'altra metà. Sono un po' confuso sul perché lo sport continui a fare cose diverse a seconda di chi è fuori in Q1 e chi è fuori al giro uno”.

Il riferimento di Sainz era a un precedente episodio avvenuto in Malesia, quando problemi software nel giro di formazione avevano portato più vetture a fermarsi in pista. In quel caso, la FIA aveva deciso di sospendere la procedura di partenza e consentire la ripresa nell'ordine originale.

Tra i piloti coinvolti c'erano Max Verstappen, finito a oltre dieci lunghezze dalla safety car per una perdita di potenza, e Lewis Hamilton, anch'egli fermo in pista.

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