Da Bolzano, il 1° ottobre 2026, emerge una nuova svolta nel caso che riguarda Alex Schwazer. L'atleta altoatesino ha deciso di richiedere l'apertura e l'analisi della provetta B, abbandonando la precedente richiesta di esaminare la cosiddetta 'terza provetta', ovvero il campione di urina residuale che era stato posto come condizione per procedere alle controanalisi nelle scorse settimane. La decisione è stata ufficializzata dal suo legale, Gerhard Brandstätter, segnando un passaggio che riporta il confronto sul terreno dell'esame del campione, come previsto dalla procedura standard.
La decisione sulle controanalisi
La vicenda trae origine dalla positività riscontrata ad Alex Schwazer nell'aprile 2026, durante i campionati tedeschi di marcia su strada. Inizialmente, l'atleta aveva subordinato la richiesta di controanalisi all'esame anche della 'terza provetta', contenente l'urina residuale consegnata in occasione del controllo antidoping del 26 aprile. Ora, tale condizione è venuta meno: la difesa procederà con la richiesta di apertura e analisi della provetta B, senza più insistere sul campione residuo. Il legale Brandstätter ha motivato il cambio di posizione con chiarezza, affermando: "Alex si era inizialmente opposto all'invio della richiesta, ma alla fine siamo comunque riusciti a persuaderlo".
La questione rimane delicata, poiché la precedente richiesta della 'terza provetta' era stata motivata dalla profonda sfiducia di Schwazer nei confronti dei controlli antidoping. L'atleta altoatesino aveva più volte ribadito la sua mancanza di fiducia nel sistema, richiamando il lungo contenzioso legale scaturito dallo stop imposto nel 2012. Tale contenzioso si era concluso, sul piano penale, con l'archiviazione dell'atleta per "il fatto non sussiste", mentre la giustizia sportiva non ha mai mutato la propria posizione.
Il nuovo corso e le implicazioni
La decisione di procedere con l'analisi del campione B non chiude definitivamente il caso, ma inaugura una fase cruciale e formalmente verificabile del procedimento.
Per Alex Schwazer, questa scelta rappresenta l'accettazione del percorso delle controanalisi, svincolandolo dalla precedente condizione dell'esame del residuo di urina, che l'atleta aveva indicato come garanzia aggiuntiva. Per la difesa, d'altro canto, tale passaggio è fondamentale per dare un seguito concreto all'accertamento tecnico, in seguito alla positività riscontrata durante i campionati tedeschi di marcia.