Il team principal della Ferrari, Fred Vasseur, ha preso le difese della scuderia dopo il Gran Premio di Singapore, respingendo con fermezza le critiche rivolte alla squadra in merito alla gestione della strategia gomme di Lewis Hamilton. La controversia è nata dalla decisione del pilota britannico di non effettuare una seconda sosta ai box durante una fase di Virtual Safety Car. Vasseur ha chiarito che il muretto Ferrari aveva esplicitamente indicato ad Hamilton di rientrare per il cambio pneumatici, ma il pilota ha preferito rimanere in pista per proteggere la sua posizione.
Una scelta che, col senno di poi, si è rivelata penalizzante, portando Hamilton a scivolare dal terzo posto virtuale fino al sesto finale.
La decisione cruciale durante la Virtual Safety Car
La gara di Hamilton era iniziata con gomme medie, ma la prima parte del Gran Premio di Singapore aveva evidenziato significative difficoltà con questa mescola. Per ovviare a ciò, la Ferrari aveva anticipato il passaggio alle gomme soft, cercando di imprimere una svolta alla strategia. L’arrivo della Virtual Safety Car ha rappresentato un momento chiave: entrambe le vetture del Cavallino Rampante sono state richiamate ai box. Tuttavia, Hamilton ha optato per la permanenza in pista, motivato anche dal fatto che a Singapore la posizione in pista è spesso un fattore decisivo per l’esito della corsa.
Vasseur ha riconosciuto apertamente l’errore strategico, definendolo in modo inequivocabile come “clearly a mistake” e “not a good call”. Nonostante ciò, il team principal ha evitato di attribuire la responsabilità esclusivamente al muretto, richiamando un principio fondamentale spesso invocato nelle analisi post-gara: “we have to listen to the drivers”. Ha sottolineato come i piloti siano gli unici ad avere la percezione diretta delle condizioni della vettura e, in particolare, del degrado degli pneumatici in tempo reale. Da qui il suo messaggio più esplicito e difensivo: “Don't blame the team”.
La strategia complessiva della Ferrari sotto esame
Secondo l’analisi di Vasseur, la Ferrari aveva gestito la gara in modo corretto fino al momento della neutralizzazione.
La scelta iniziale degli pneumatici si era presentata particolarmente complessa: dopo le prove libere svolte con le mescole hard, il quadro tra medie e soft non era affatto chiaro, tanto che sulla griglia di partenza si erano osservate strategie divise tra i vari team. La scuderia di Maranello aveva scelto di separare le strategie dei suoi due piloti: Charles Leclerc era partito con le soft, affiancando Max Verstappen in prima fila, mentre Hamilton aveva optato per le medie.
Il rendimento delle gomme medie, inferiore rispetto alle soft, aveva spinto il team ad anticipare la sosta di Hamilton. Vasseur ha spiegato che, prima della gara, la Ferrari aveva mantenuto aperte sia l’opzione a una sosta sia quella a due soste, proprio perché il degrado degli pneumatici non era facile da prevedere con certezza.
Anche il fine settimana, caratterizzato dalla presenza della Sprint Race, non aveva fornito indicazioni pienamente utili, dato che quella prova si era disputata con gomme intermedie, rendendo ancora più incerta la valutazione per la gara principale.