Nonostante decine di migliaia di contribuenti abbiano già usufruito della famosa “rottamazione” (definizione agevolata delle cartelle senza interessi), che, tra l’altro è stata prorogata fino al 31 marzo 2014, sono tanti quelli che oggi risultano ancora morosi.

C’è chi ha ricevuto un semplice sollecito e chi, invece, ha scoperto, suo malgrado, che il fermo amministrativo preannunciato a fine estate (ricordiamo che dopo ferragosto Equitalia ha notificato migliaia di preavvisi di fermo) è stato effettivamente iscritto.

In questo secondo caso, il fatto di non poter utilizzare il proprio mezzo di trasporto costituisce un forte incentivo a darsi da fare per cercare di trovare una soluzione ed estinguere il proprio debito. Equitalia punto proprio su questo.

Esclusi i casi in cui il fermo è stato iscritto illegittimamente, magari perché riferito a cartelle già pagate oppure sgravate e annullate oppure contestate in autotutela o con ricorso al Giudice, considerando, invece, i casi in cui le somme addebitate risultano effettivamente dovute, al contribuente moroso, ad oggi, si apre un’alternativa: usufruire della rottamazione (nei casi in cui è consentito) e pagare tutto in un’unica soluzione entro il prossimo 31 marzo, oppure rateizzare il proprio debito.


Ecco alcuni consigli per valutare quando convenga una soluzione oppure l’altra.

Quando conviene usufruire della rottamazione

Chi ha a carico cartelle per importi dovuti ad enti come Regioni, Comuni, Agenzie delle Entrate, può usufruire della definizione agevolata, cioè può estinguere il proprio debito pagando tutto entro fine marzo 2014, con lo sconto degli interessi di mora e degli interessi di ritardata iscrizione a ruolo.

Attenzione: non tutte le cartelle sono rottamabili, ad esempio non lo sono quelle relative a somme dovute ad Inps, Inail, Camere di Commercio, ecc.

Tralasciando gli interessi di ritardata iscrizione a ruolo che vengono applicati soltanto in alcuni casi e che, comunque, incidono poco sul totale dovuto, lo sconto più consistente è quello degli interessi di mora che sono calcolati nella misura del 5,2233% annuo.

Pertanto, la convenienza ad usufruire della rottamazione (per chi se lo può permettere, ovviamente, avendo la disponibilità immediata delle somme) è tanto maggiore quanto più sono “vecchie” le cartelle.

Facciamo un esempio: a parità di importi iniziali, la somma addebitata a titolo di interessi di mora è ben maggiore in una cartella del 2009 rispetto ad una del 2012.

Questo significa che, chi ha più cartelle di pagamento a carico ma non dispone della liquidità necessaria per rottamarle tutte, dovrebbe prediligere quelle più vecchie (sempre che non si siano prescritte), perché la somma “scontata” sarà maggiore ed il totale dovuto verrà maggiormente ridotto.

Quando conviene richiedere la rateizzazione

Chi ha a carico cartelle molto recenti (magari del 2012-2013, dove gli interessi di mora sono “pochi”) oppure cartelle relative a somme dovute ad enti non ammessi alla rottamazione (l’elenco completo è disponibile sul sito di Equitalia), ma intende, comunque, estinguere il proprio debito, soprattutto se la sua auto o la sua moto sono già oggetto di fermo amministrativo, potrebbe valutare l’opportunità di richiedere la rateizzazione del debito.

Per farlo, potrà compilare l’apposito modulo disponibile sul sito di Equitalia e trasmetterlo all’agente della riscossione per raccomandata oppure via PEC oppure consegnandolo a mano presso lo sportello di riferimento.

In questo modo, il contribuente potrà rientrare del proprio debito in maniera dilazionata, avendo la tranquillità di non subire azioni esecutive da parte di Equitalia.