A partire da quest'anno il CUD ha lasciato il posto alla Certificazione Unica 2015, necessaria alla presentazione della Dichiarazione dei redditi riferita all'anno 2014; il relativo modello è disponibile al download sul sito Web dell'INPS già da alcuni giorni, con consulenti del lavoro e professionisti del settore ad aver già lamentato tempi di invio eccessivamente esigui. Per ottenere la Certificazione Unica 2015 ciascun contribuente è tenuto a visitare il portale online dell'INPS avendo cura di accedere alla sezione 'Servizi al cittadino'; per visualizzare il modello bisognerà inserire il proprio codice fiscale e un PIN che viene fornito dallo stesso INPS previa registrazione al portale.

Chi non risulta in possesso di questo codice può sempre richiederlo in tre modi:



  • sul sito istituzionale dell'INPS (sezione Servizi-PIN online);
  • tramite Contact Center al numero 803164;
  • recandosi presso le sedi INPS



Cerchiamo adesso di capire meglio come funziona la Certificazione Unica 2015 e a quale scopo è stata introdotta.

Certificazione Unica 2015, compilazione, download sito Web INPS e sanzioni: il CUD finisce in soffitta

La Certificazione Unica 2015 consente in definitiva di far confluire all'interno di un unico documento tutti i redditi maturati nel 2014: non solo, quindi, quelli di lavoro dipendente e assimilati, ma anche quelli che fino a questo momento erano certificati in forma libera. Tramite la CU 2015 i sostituti d'imposta compileranno dunque un solo frontespizio inserendo i propri dati, le informazioni anagrafiche del contribuente e ogni altro elemento che possa concorrere a certificarne la posizione fiscale (nucleo familiare, figli a carico e simili). Nella nuova Certificazione Unica 2015 è stata inserita anche una sezione ad hoc atta a gestire il credito degli 80 euro riconosciuto in busta paga dal governo Renzi in seguito all'ok all'introduzione del bonus IRPEF. Il tempo a disposizione per l'invio della CU 2015 non è moltissimo: il mancato invio o la presentazione di un modello errato comporta sensibili sanzioni pecuniarie, previsione alla quale si aggiunge l'impossibilità di fruire di proroghe o ravvedimenti. L'introduzione della Certificazione Unica 2015 si è resa necessaria anche e soprattutto per cercare di snellire l'apparato burocratico-fiscale del nostro paese: una recente ricerca condotta dal Centro Studi ImpresaLavoro ha riconosciuto all'Italia il poco lusinghiero scettro di paese col sistema fiscale più inefficiente dell'intera eurozona, uno stimolo in più insomma per cambiare. Ad essersi del tutto incrinato in Italia è comunque il rapporto di fiducia che un tempo univa contribuenti e amministrazione finanziaria: ritardi, norme che cambiano in corsa, sanzioni e tempi ristretti non aiutano certo a ricostruirlo, staremo a vedere quale sarà l'impatto della CU 2015 sui cittadini.