Per il triennio dal 2014 al 2016, per i soggetti titolari di contratti di locazione di alloggi sociali adibiti a propria abitazione principale spetta una detrazione Irpef che va da 450 a 900 euro. La norma entrata in vigore nel 2014 con il Decreto Legge 47 del 28 marzo, ha infatti stabilito che coloro che sono in affitto in questa tipologia di alloggi avranno diritto a questa detrazione straordinaria sempre che i conduttori si trovino entro alcuni limiti reddituali. Infatti al contribuente con reddito del nucleo familiare fino a 15.493,71 toccherà la detrazione di 900 euro. Oltre questo reddito e fino a 30.987,41 la detrazione si riduce alla metà, ossia 450 euro.

Fin qui nulla di strano se non fosse che la norma è vaga nel momento in cui spiega quali sono considerati alloggi sociali. Secondo la Legge, in parole povere l'alloggio sociale è quell'immobile adibito ad un uso residenziale e dato in locazione alle famiglie meno abbienti al fine di ridurre il disagio sociale che queste famiglie avrebbero non essendo in grado di accedere alla locazione del libero mercato.

Secondo diversi sindacati di categoria, tra cui il Sunia (CGIL) le case popolari come quelle dell'ATER dovrebbero rientrare nella definizione e gli inquilini quindi dovrebbero avere diritto alla detrazione. In pratica tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica dovrebbero rientrare nella definizione di alloggio sociale. A causa della poca chiarezza della norma l'applicabilità dei benefici non è ben chiara lasciando ampi spazi di interpretazione.

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Inoltre l'Agenzia delle Entrate non ha ancora risposto a quesiti sull'argomento perciò siamo ancora al punto di partenza.

Bisognerebbe, prima della compilazione della Dichiarazione dei redditi e quindi del 730, chiedere ad esempio all'ATER ma anche a tutti gli altri enti ERP (edilizia residenziale pubblica), il rilascio del contratto d'affitto e della certificazione che l'alloggio rientra nella definizione di alloggio sociale. Il consiglio è di provare a richiedere questi documenti al fine di poter ottenere la detrazione.

La difficoltà dell'argomento è dimostrata da uno studio dell'Istituto Nazionale di Urbanistica che distingue dal punto di vista "concettuale" l'edilizia residenziale sociale (ERS) da quella pubblica (ERP). Infatti secondo gli urbanisti, gli alloggi sociali vengono creati su aree già pubbliche non necessariamente espropriate come per gli alloggi residenziali pubblici. Inoltre non toccando solo ai ceti più deboli come per l'ERP, gli alloggi sociali non prevedono solo un canone ridotto ma prevedono più tipi di canoni. In pratica, teoricamente gli alloggi sociali di distinguono dagli alloggi dell'edilizia residenziale pubblica, ma nella pratica sono uguali. Solo chiedendo la certificazione di alloggio sociale all'Ente gestore si può sapere con assoluta certezza se è possibile ottenere la detrazione o no.