Gli aumenti di imu e Tasi, o meglio delle aliquote di queste imposte sugli immobili, volute dai Governi Monti e Letta graveranno anche quest'anno sui contribuenti. Il salasso voluto dai Governi tecnici non è stato disinnescato dal Premier Renzi, pertanto il prossimo 16 giugno milioni di cittadini andranno a pagare le tasse sugli immobili con aliquote alte come per l'anno scorso. Il paradosso è che se per il cittadino è fatto obbligo di essere puntuale nel pagamento del 16 giugno, per non essere passibile di sanzioni che poi dovrà pagare con i ravvedimenti operosi, per i sindaci, il fisco non è così fiscale.

Infatti era previsto per questi giorni il termine entro il quale le amministrazioni comunali avrebbero dovuto deliberare per le nuove aliquote Imu e Tasi, quelle da applicare per l'anno 2015.

Il fisco ha concesso ai comuni una proroga fino a luglio per le delibere e quindi oltre la prima rata già in scadenza. Sta di fatto che i cittadini verseranno la prima rata di queste imposte, senza sapere quale sarà il conto finale da pagare. La seconda ed ultima rata cadrà a dicembre e solo allora, a delibere dei comuni fatte, si saprà quanto pagare per il saldo.

Inoltre, da quei pochi comuni che hanno già stabilito le nuove aliquote, arrivano poche buone notizie per i contribuenti. Infatti le aliquote restano alte, anche se c'è da dire che molti avevano approfittato già negli anni passati della possibilità di aumentare le imposte portandole al limite massimo consentito dai Governi. Per gli enti un vero e proprio tesoretto. Infatti il gettito delle tasse sugli immobili ha portato 25 miliardi di euro nelle casse di Stato e comuni, e si prevede che per quest'anno il ricavo sia ancora maggiore.

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Se consideriamo anche le difficoltà che i contribuenti riscontrano per il calcolo, per i bollettini precompilati che dovevano arrivare a casa e che non sono arrivati e per i modelli di dichiarazione che non si trovano, si può benissimo concludere che ai contribuenti è dovuto oltre al pagamento delle tasse sugli immobili, anche il pagamento per l'inefficienza della macchina amministrativa.