Il #Canone Rai inserito nella bolletta dell’#energia elettrica porta nuovi grattacapi ai consumatori. Il problema principale riguarda i tempi di prescrizione diversi dei due pagamenti. Ogni ente che eroga un servizio ha infatti un periodo di tempo durante il quale può richiedere la ricevuta dell’avvenuto pagamento. Il consumatore ha quindi in questo caso l’obbligo di conservare tali ricevute per attestare di aver provveduto ad effettuare il corrispettivo dovuto. Vediamo nel dettaglio quali sono le regole dei tempi di prescrizione delle bollette dell’energia elettrica e del canone Rai che da quest’anno gli italiani pagano insieme a partire da luglio.

Per quanto tempo conservare le bollette

Per la bolletta dell’energia il tempo di conservazione delle ricevute di pagamento è di 5 anni quelli del canone Rai è di 10. Di conseguenza il consumatore che dopo un periodo di 5 anni dovesse cestinare la bollette dell’energia si troverebbe perfettamente in regola con le norme di prescrizione definite dal codice civile. D’altra parte però perderebbe la documentazione necessaria in caso di contestazione del pagamento del canone Rai.

I motivi della novità introdotta dal governo Renzi

L’inserimento in bolletta del canone è una novità introdotta quest’anno dal governo Renzi. L’intenzione era quella di diminuire drasticamente il numero dei tanti evasori della famosa “tassa sulla televisione” seguendo il principio che chiunque abbia un contratto con un ente che eroga energia possiede anche un apparecchio televisivo.

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Molti cittadini hanno addirittura dovuto dimostrare all’Agenzia delle Entrate tramite una documentazione di non possedere una tv in casa.

La macchina della burocrazia italiana come sempre dimostra di essere lenta e poco interessata a facilitare la vita dei cittadini ai quali non resta quindi che munirsi di tanta pazienza, buona memoria e magari di un capiente raccoglitore per conservare le bollette dell’energia elettrica che riportano anche il pagamento del canone Rai per ben 10 anni.