Dal prossimo 1° luglio Equitalia chiuderà i battenti come promesso tempo fa da Renzi e come ufficializzato nel Decreto Fiscale approvato a fine 2016. L’argomento riguarda milioni di italiani alle prese con il problema dei propri debiti fiscali, ma la chiusura di Equitalia non vuol dire vedersi condonare le proprie pendenze. Lo afferma la direttrice dell’agenzia delle entrate, Rossella Orlandi che è tornata a parlare della chiusura del Concessionario alla riscossione.

Unico Ente

L’occasione è stata l’incontro promosso da Assolombarda e Assonime a Milano in materia fiscale a cui ha partecipato proprio la Orlandi. Le domande sul futuro della riscossione, soprattutto nel post-Equitalia hanno dato l’imput alla dirigente, di spiegare il punto di vista del Fisco e di fugare dubbi e perplessità su quella che sarà una autentica rivoluzione.

Innanzi tutto, la Orlandi ha precisato come il cambio dell’Ente predisposto alla riscossione, non significherà cancellare i debiti fiscali di chi era alle prese con Equitalia. La chiusura del Concessionario fa parte del processo di semplificazione e trasparenza a cui da anni lavoro il Fisco italiano. Equitalia era un Ente formato da 21 società e man mano che si è lavorato sulla sua trasformazione, si è arrivati ad un Ente formato da sole tre società. Dal prossimo luglio, si passerà addirittura ad un unico Ente adibito ai servizi che erano di Equitalia, cioè Agenzia delle Entrate Riscossione. Secondo la Orlandi, si tratterà di una Agenzia Fiscale, che rispetterà i canoni della trasparenza e della oggettività propri di un Ente della Pubblica Amministrazione.

La lotta all’evasione

Non deve far paura il nuovo Ente addetto alla riscossione, perché l’intenzione dell’Agenzia sarà quella di combattere l’evasione e di essere più magnanima e meno oppressiva nei confronti di chi ha debiti ed è in condizioni difficili.

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In pratica, dovrebbe snellirsi il processo di riscossione, evitando gli alti costi del servizio che offriva Equitalia e che spesso confluivano nelle cartelle. La lotta all’evasione che è sempre al centro del lavoro dell’Agenzia sarà reso più facile dal surplus di poteri che avrà il nuovo organismo. Accesso alle banche dati di cui la Pubblica Amministrazione dispone, significa poter verificare se un evasore lo è per scelta o per necessità e così si potrà anche procedere direttamente e più velocemente al recupero delle somme oggi difficilmente recuperabili. La Orlandi ha sottolineato i positivi risultati in materia di gettito IVA, cosa che non era assolutamente scontata. Secondo la direttrice, l’IVA è una imposta monetizzata, che spesso non può essere più incassata per via delle aziende che non l’hanno pagata e che adesso risultano chiuse o con procedure di fallimento in atto. In pratica, l’IVA dovuta ma evasa, scompare e non può essere più incassata. I dati dell’evasione annuale, oltre i 40 miliardi di euro sono allarmanti, ecco perché per la Orlandi, il grande lavoro svolto e che continuerà dopo luglio, mostrando un segno positivo come gettito di IVA incassata, mostra la bontà del processo di trasformazione del sistema riscossione.