Inammissibile inserire nel Decreto Legge terremoto, l’intervento correttivo sulla #sanatoria delle cartelle di #Equitalia. La notizia, uscita ieri, sulla bocciatura di questo intervento normativo è reale, perché la natura della #rottamazione dei vecchi debiti fiscali, appare scollegata dall’oggetto del DL terremoto. Dal Governo però fanno sapere che la proroga sarà comunque concessa e che i cittadini avranno, comunque, 3 settimane in più per chiedere la sanatoria. Ecco le novità su uno dei provvedimenti più attesi e più discussi degli ultimi tempi.

DL terremoto e rottamazione cartelle

Come dicevamo in premessa, niente da fare per l’inserimento della proroga nel DL terremoto.

Questo atto infatti mira ad allungare le scadenze fiscali per le popolazioni vessate dalle continue scosse sismiche degli ultimi tempi, mentre la rottamazione delle cartelle è un provvedimento che serve per definire in maniera agevolata i debiti pendenti con il Fisco italiano e non solo. Due cose che mal si sposano e che non consentono l’emanazione di un Decreto unico per le due cose. Il Governo però, ha ribadito l’intenzione di concedere la proroga, soprattutto dopo le istanze dei CAF che hanno stretto convenzione con il Fisco, per aiutare i cittadini nella presentazione delle istanze. Una convenzione arrivata ad inizio marzo, a pochi giorni dalla scadenza fissata il 31, che ha messo in allarme i Centri di Assistenza Fiscale e obbligato gli stessi a richiedere la scadenza posticipata. Sarà con un Decreto ad hoc, emanato nei prossimi giorni e subito attuativo, che il Governo risponderà a questa esigenza.

I migliori video del giorno

Non solo la proroga

Saranno tre settimane in più, quelle concesse per la presentazione delle istanze, cioè dal 31 marzo si arriverà al 21 aprile. Dal Ministero dell’Economia la conferma della scadenza, nonché la notizia che la proroga riguarderà Equitalia e tutti gli altri Enti che hanno aderito alla sanatoria, anche non utilizzando il vecchio concessionario per la riscossione.Per tutti coloro che hanno debiti pendenti tra il 2000 ed il 2016, sia con Equitalia che con Comuni e Regioni, potranno scontare dal loro debito, gli interessi di mora e le sanzioni. Nel Decreto non si parlerà solo di scadenza, ma potrebbero essere inseriti correttivi come quello relativo al Documento Unico di Regolarità Contributiva, il DURC. Questo documento che serve alle aziende per partecipare alle gare e che dimostrano la regolarità della stessa dal punto di vista contributivo, assistenziale ed assicurativo, sarà erogato immediatamente dopo la richiesta di adesione alla sanatoria. Una specie di DURC temporaneo quindi, che corregge un punto della rottamazione inserita nel Decreto Fiscale di fine anno. Infatti, inizialmente era previsto il rilascio di questa certificazione, solo dopo il pagamento della prima rata della sanatoria, cioè a settembre 2017, bloccando di fatto imprese che lavorano con il DURC.