Occorre utilizzare le carte di credito, i bonifici e gli assegni per poter detrarre dal reddito tutte le spese che la normativa fiscale italiana prevede. Questa la grande novità fiscale in vigore da gennaio come introdotto dalla legge di Bilancio 2020. Le regole per godere delle detrazioni fiscali cambiano radicalmente e riguardano tutte le spese detraibili che ogni anno i contribuenti scaricano dal reddito. Salvo alcune eccezioni, il pagamento in contanti produrrà il negativo effetto di non poter portare in detrazione dai redditi le spese dei contribuenti.

E sul quotidiano "Il Sole 24 Ore " un articolo riporta le parole dei rappresentanti della Consulta Nazionale dei Caf, che contestano la novità, sottolineando come si corra il rischio che molti contribuenti perdano il diritto alle detrazioni. Escludendo gli acquisti in farmacia in effetti, tutte le spese detraibili adesso vanno pagate utilizzando uno strumento diverso dal contante. E stando a quanto dicono i Caf, in questi primi giorni del 2020, sono ancora molti i contribuenti che continuano a pagare con soldi liquidi le loro spese.

Vediamo adesso quali sono le spese che possono essere pagate ancora in contanti e cosa occorre sapere sulla novità introdotta dal decreto Fiscale collegato alla legge di Bilancio.

Dal 2020 nuove regole per le detrazioni fiscali

Un drastico cambio di regole è quello che prevede la normativa fiscale sugli oneri detraibili dei contribuenti. A partire dal 2020, cioè per le spese che i contribuenti hanno iniziato a sostenere dal 1° gennaio scorso, occorrerà utilizzare strumenti di pagamento tracciabili per poter godere delle detrazioni di imposta.

Si tratta delle spese che i contribuenti potranno scaricare dal reddito nel 2021, con il 730 o con il modello Unico. Per poterle detrarre sarà obbligatorio pagare mediante carte di credito, carte di debito, tessere bancomat, bonifici o assegni. Ad esclusione degli acquisti in farmacia, cioè medicinali da banco, piccoli dispositivi medici e ticket, tutte le altre spese presentano il divieto all'utilizzo del contante se si vuole scaricarle dal reddito.

Di conseguenza, l'obbligo di pagamento tracciabile vale su:

  • Spese mediche;
  • Spese veterinarie;
  • Interessi passivi sui mutui per acquisto prima casa
  • Spese detraibili per acquisto abitazione principale;
  • Spese funebri;
  • Spese scolastiche e universitarie dei figli;
  • Assicurazioni sulla vita e contro il caso morte;
  • Erogazioni liberali;
  • Spese per attività sportive dei figli;
  • Spese per canini di affitto per figli studenti fuori sede;
  • Spese di affitto abitazione principale;
  • Spese per la badante;
  • Abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico.

I Caf sono già in allerta

La novità non è di poco conto e la Consulta Nazionale dei Caf ha già evidenziato un problema che si sta verificando in questi giorni.

L'obbligo di tracciabilità dei pagamenti relativi agli oneri detraibili è scattato il primo gennaio scorso. Ma stando a ciò che dicono Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, che sono i coordinatori della Consulta, molti contribuenti per scarsa informazione o perché hanno capito male la novità normativa, continuano a pagare in contanti e perderanno molti soldi perché non potranno recuperare il 19% di sgravio fiscale su queste spese. Tra le altre cose, molte strutture dove i contribuenti sostengono le spese, non sono ancora dotate di strumenti (i Pos per esempio), atti a garantire agli avventori la possibilità di pagare con carte di credito o simili, le loro spese.

Un problema che non riguarda solo un settore ma che è diffuso in tutto il Paese. Dalle Imprese di Pompe Funebri al Centro radiologico dove si effettuano visite, dallo studio dentistico alla compagnia di assicurazione, sono ancora tante le attività che non sono attrezzate per favorire la corretta applicazione della novità. Le perdite per i contribuenti non sono di poco conto. Al riguardo è interessante una analisi del Caaf CGIL di Treviso che ha messo in luce numeri enormi riguardanti le spese che i contribuenti trevigiani ogni anno scaricano dalle Tasse sui 730. Sono quasi 50 milioni di euro le spese mediche, sanitarie e per l'acquisto di farmaci che circa 46.600 contribuenti da loro assistiti, hanno scaricato lo scorso anno.

E poi ci sarebbero oltre 4,8 milioni per le spese assicurative ed oltre 3,6 milioni per le spese scolastiche. Un segnale evidente che si tratta di un meccanismo utilizzato da una moltitudine di contribuenti e che adesso per continuare ad essere sfruttato, deve correggere la modalità di pagamento dei cittadini. Per le spese che si scaricheranno quest'anno, nulla di nuovo, perché come già detto, la novità scatterà per le spese che si sostengono nel 2020 e che andranno scaricate nel 2021. Il rischio che molte spese non verranno più scaricate è abbastanza alto, anche perché solo l’acquisto di medicinali, di dispositivi medici e le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche e private accreditate SSN, possono ancora essere pagate in contanti.

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