La Commissione Finanze del Senato ha respinto gli emendamenti presentati dalla Lega al decreto accise, che miravano alla riapertura dei termini della rottamazione quater delle cartelle esattoriali e all’estensione della rottamazione quinquies. La decisione è stata formalizzata durante la seduta del 9 giugno 2026 a Roma.
Gli emendamenti bocciati proponevano in particolare di consentire ai contribuenti decaduti al 31 dicembre 2025 di essere riammessi, presentando una nuova domanda entro il 31 luglio 2026. Un’altra proposta mirava a permettere il rientro a coloro che non avevano saldato le rate di novembre e febbraio della rottamazione quater, versando l’importo dovuto in un’unica soluzione entro la medesima data del 31 luglio 2026.
Emendamenti accantonati e prossimi esami
Oltre alle proposte respinte, la Commissione ha accantonato altri venticinque emendamenti. Questi saranno oggetto di esame nella mattinata del 10 giugno 2026, con inizio alle ore 8:45. Tra le materie trattate da questi emendamenti figurano il teleselling, il concordato preventivo biennale, i pignoramenti, le disposizioni per gli autisti di autobus e le normative sui fertilizzanti. La Lega aveva inoltre proposto, all’interno del pacchetto di emendamenti al decreto accise Ter, di ampliare l’applicazione della rottamazione quinquies anche agli accertamenti.
Il quadro della rottamazione quater
La rottamazione quater delle cartelle esattoriali ha recentemente visto la scadenza del termine per il pagamento della rata fissato al 31 maggio 2026.
Tuttavia, grazie alla tolleranza di cinque giorni concessa dalla legge e a eventuali differimenti dovuti a giorni festivi, il termine ultimo per i versamenti è stato posticipato all’8 giugno 2026.
Questa fase della definizione agevolata interessava i contribuenti che erano in regola con i versamenti precedenti della quater, i quali dovevano provvedere al pagamento della dodicesima rata. Allo stesso modo, i soggetti riammessi alla definizione agevolata erano chiamati a versare la quarta rata.
È fondamentale sottolineare che il mancato pagamento, il ritardo nel versamento o l’erogazione di una cifra inferiore all’importo dovuto comportava la perdita automatica dei benefici previsti dalla definizione agevolata.
In tali circostanze, quanto già versato sarebbe stato considerato esclusivamente a titolo di acconto sul debito residuo complessivo.
La volontà della Lega di riaprire i termini per la rottamazione quater e di estendere la rottamazione quinquies, pur essendo stata oggetto di un’intensa attività propositiva, non ha trovato accoglimento da parte della Commissione Finanze del Senato durante l’esame degli emendamenti al decreto accise.