Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, ha espresso da Trieste, il 16 settembre 2026, un giudizio positivo sull'abolizione del bollo auto. La misura, varata dal Consiglio dei Ministri, riguarda le vetture piccole e medie e i motocicli. L'apprezzamento di Fedriga si concentra sul profilo finanziario: la copertura economica sarà interamente sostenuta dal Governo, senza gravare sui bilanci regionali.
Il presidente ha sottolineato che l'assenza di oneri per le Regioni è chiave per la sua valutazione favorevole. Ha ribadito la centralità della copertura finanziaria governativa, definita "senza oneri per i bilanci regionali", per l'abolizione della tassa sui veicoli indicati.
L'impatto sui bilanci regionali
Il punto focale evidenziato da Fedriga concerne il legame tra l'abolizione del bollo auto e i conti regionali. Essendo il bollo auto una tassa automobilistica regionale, il riferimento ai bilanci è cruciale. L'intervento si concentra su due aspetti: la platea dei veicoli interessati (vetture piccole e medie e motocicli) e l'assenza di carichi finanziari per gli enti.
La dichiarazione non ha fornito dettagli applicativi sulla misura del 16 settembre 2026. Il commento ha delineato il soggetto istituzionale (Conferenza delle Regioni e Province autonome), il provvedimento e il profilo della copertura, la cui natura governativa ha motivato la valutazione positiva.
Il contesto della riforma del bollo
Il quadro del bollo auto si inserisce nel decreto legislativo sui tributi regionali e locali e sul federalismo fiscale regionale, approvato dal governo il 5 agosto 2026. In tale contesto, il bollo auto cambierà parzialmente dal 1° gennaio 2028. Le modifiche si concentreranno principalmente sulle scadenze e su alcune semplificazioni applicative, segnando un'evoluzione nel sistema di gestione della tassa.