A Campobasso, il 10 ottobre 2026, si evidenzia un quadro limitato per la lotta all'evasione fiscale in Molise: solo tre Comuni su 136 hanno ricevuto contributi nel 2025. Riccia (175 euro), Mafalda (50 euro) e Jelsi (25 euro) sono stati gli unici enti a beneficiare di fondi per l'accertamento tributario svolto nel 2024. Questi importi, seppur modesti, confermano la loro partecipazione attiva e l'invio di segnalazioni utili all'Agenzia delle Entrate, palesando una scarsa adesione regionale alla collaborazione fiscale.
Campobasso e Isernia senza segnalazioni
Tra i capoluoghi di provincia, Campobasso e Isernia non hanno inviato alcuna segnalazione qualificata all'Agenzia delle Entrate. Un'elaborazione dei dati del Ministero dell'Interno evidenzia la loro mancata partecipazione al sistema di collaborazione comunale nell'accertamento tributario. L'analisi rileva inoltre che in Molise, nel 2023, l'evasione fiscale (imposte e contributi) è stata stimata in 506 milioni di euro, pari a 15,6 euro evasi ogni 100 euro di gettito. Il divario tra questa stima e i contributi ai pochi Comuni virtuosi sottolinea la vastità del fenomeno evasivo rispetto agli sforzi di recupero locali.
Contesto nazionale e criticità
A livello nazionale, le segnalazioni comunali all'Agenzia delle Entrate hanno generato circa 5 milioni di euro nel 2024, incassando complessivamente 2,5 milioni di euro.
Su quasi 7.900 Comuni italiani, solo 304 risultano attivi. Ben 52 capoluoghi di provincia non hanno registrato alcun incasso da questa collaborazione.
La partecipazione dei Comuni all'accertamento fiscale avviene in un contesto nazionale con un'evasione fiscale stimata in oltre 107 miliardi di euro all'anno. Le difficoltà operative maggiori riguardano la carenza di personale qualificato negli uffici comunali e la rigidità delle regole per l'invio delle segnalazioni, limitando il contributo degli enti locali al contrasto evasivo.