Molti organi di comunicazione hanno pronosticato che quest’anno, finalmente, è l’anno giusto per il conferimento del premio Nobel per la Fisica a Stephen Hawking, che ha occupato la cattedra lucasiana di Cambridge per 30 anni, dal 1979 al 2009. È forse il più grande fisico teorico oggi in vita e, come tanti fisici teorici, pur avendo una fama eccezionale ed essendo riconosciuto da tutti per la sua grandezza, non ha mai ricevuto il premio Nobel.

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L’altro caso famoso al grande pubblico è Peter Higgs che ha ricevuto il Nobel solo nel 2013 a 84 anni, perché solo allora era stata rilevata sperimentalmente la particella da lui prevista, in fondo Hawking ha solo 74 anni. È molto sorprendente andare a “curiosare” lo studio di Hawking, che probabilmente gli renderà il Nobel, sulle radiazioni del buco nero.

Cosa è un buco nero?

Molti sanno cosa è un buco nero, qualcosa che è talmente denso che la sua forza gravitazionale non permette alla luce di uscire dalla sua superficie.

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Neanche i fotoni senza peso sfuggono al campo gravitazionale del buco nero.

Eppure Stephen Hawking ha concepito l’idea che per una necessaria simmetria delle particelle descritte da particolari gruppi matematici, che raffigurano una realtà a tante dimensioni, dai buchi neri possa emergere una radiazione che sottrae energia, quindi anche materia, da un buco nero, che potrebbe evaporare in circa in 10 alla 67 anni.

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Scienza

In pratica Hawking ha postulato che si possono creare coppie di particelle virtuali dal vuoto profondamente connesse, per ognuna di queste particelle che oltrepassa l’orizzonte degli eventi c’è l’altra particella che sfugge al buco nero provocando la radiazione.

La cosa ancora più stupefacente è la prova sperimentale della radiazione da parte dell’equipe di Jeff Steinhauer, ricercatore del Technion-Israel Institute of Technology di Haifa.

Questa è stata realizzata non osservando un buco nero ma esaminando un oggetto diverso che ne ha le proprietà attraverso una trasformazione matematica, sfruttando il principio dello stato condensato di Einstein Bose e l’analogo delle onde luminose interpretato da onde sonore, così è stato possibile osservare un comportamento di radiazione tipico delle previsioni di Hawking.

In un piccolo articolo di sole 14 pagine vengono descritti i punti cardine della teoria di Hawking, come è stato progettato l’esperimento durato circa 6 anni ed i suoi risultati. La cosa che colpisce è come sia lontana la rappresentazione della realtà che abbiamo intorno per chi riesce a vedere come questa è rappresentabile in lingua matematica, come sia addirittura banale il mondo a 4 dimensioni della relatività generale di Einstein.

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Eppure queste visioni  si tramutano in oggetti che noi utilizziamo ogni giorno nella nostra comoda vita di uomini del XXI secolo, forse sarebbe il caso che certe visioni siano trasmesse maggiormente ai “comuni mortali”, anche per favorire una crescita reale dell’umanità.

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