Si è concluso con successo nei laboratori di Terni, presso l'Università degli Studi di Perugia, il rigoroso percorso di qualifica spaziale di Layer 0, noto anche come L0. Questo innovativo strumento è destinato a potenziare l'esperimento AMS-02 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il completamento di queste cruciali prove segna un passo fondamentale per il componente, la cui partenza verso la ISS è prevista per l'aprile del 2027, secondo il programma stabilito.

Il Layer 0 si presenta come un imponente disco, con un diametro di circa 3 metri e un peso di 500 chilogrammi.

Questo sofisticato rivelatore sarà posizionato strategicamente sulla sommità di AMS-02, l'esperimento operativo all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale fin dal maggio 2011. La sua funzione principale è quella di incrementare significativamente la sensibilità e la capacità dell'esperimento nello studio approfondito delle particelle cosmiche di antimateria. L'obiettivo è duplice: da un lato, la ricerca di eventuali tracce di antimateria primordiale e, dall'altro, un contributo essenziale alle indagini in corso sulla misteriosa materia oscura, elementi chiave per la comprensione dell'universo.

I test e la qualifica spaziale nei laboratori di Terni

Il processo di realizzazione di L0 ha visto un intenso lavoro tra il 2024 e il 2025, periodo in cui gli otto moduli che compongono il rivelatore sono stati assemblati con precisione.

Successivamente, sono stati sottoposti a una serie di rigorosi test meccanici e termici, condotti con perizia nei laboratori del Dipartimento di Fisica e Geologia e dell'INFN, situati presso il Polo di Terni. La fase finale delle verifiche ha riguardato la cruciale compatibilità elettromagnetica. Questa prova decisiva si è svolta dal 24 al 28 agosto 2026 all'interno del laboratorio CEM del Dipartimento di Ingegneria, sempre a Terni, e si è conclusa con un esito pienamente positivo, confermando l'idoneità del componente per l'ambiente spaziale.

Bruna Bertucci, docente di fisica sperimentale presso l'Università degli Studi di Perugia, nonché responsabile per l'ateneo del laboratorio SERMS e vice-responsabile della collaborazione internazionale AMS-02, ha sottolineato l'importanza strategica del lavoro condotto nel polo ternano.

Ha dichiarato: «La realizzazione e i test di L0 dimostrano l'importanza delle infrastrutture di laboratorio sviluppate a Terni grazie a progetti di eccellenza, la stretta collaborazione con l'INFN, il supporto di ASI e il continuo contatto con realtà industriali locali e nazionali». Le sue parole evidenziano il valore sinergico della ricerca e dell'innovazione sul territorio.

Giovanni Ambrosi, dirigente di ricerca dell'INFN e responsabile internazionale del progetto Layer 0, ha espresso grande soddisfazione, definendo il superamento dell'ultimo test come il coronamento di un'impresa significativa. Ambrosi ha affermato: «Il successo di questo ultimo test corona l'impresa di realizzare in pochi anni uno strumento complesso come L0 e conferma ancora una volta le capacità del team congiunto di INFN ed UniPg». Un riconoscimento che celebra l'ingegno e la dedizione del gruppo di lavoro congiunto.