Un colpo di fulmine a ciel sereno ha sconvolto la carovana della Vuelta Espana di ciclismo. La caduta che ha costretto Tadej Pogačar al ritiro mentre vestiva i simboli del primato ha trovato finalmente una spiegazione grazie alle immagini e ai replay emersi nel dopo-tappa: a causare il drammatico incidente è stato un grosso sasso presente sul margine della carreggiata.

La dinamica: il sasso e l'impatto con la ruota anteriore

Le riprese video hanno fatto luce su un episodio inizialmente parso del tutto inspiegabile. Nel gruppo lanciato ad altissima velocità lungo il tratto pianeggiante, i primi corridori sono riusciti a schivare l'ostacolo presente sull'asfalto.

Nel momento in cui è sopraggiunta la Maglia Rossa, la ruota anteriore della bicicletta di Pogačar ha impattato in pieno contro la pietra, facendogli perdere l'equilibrio e innescando così la caduta. Pogacar ha perso il controllo della bici, è finito contro un altro corridore e quindi a terra.

Lo sconforto in casa UAE: «Ha provato a ripartire, ma era impossibile»

L'impatto emotivo sulla squadra è stato devastante. Il Direttore Sportivo Matxin Fernandez si è presentato ai microfoni visibilmente scosso per commentare l'accaduto:

"È davvero una notizia terribile.

Purtroppo questo è il lato oscuro del nostro sport. Subito dopo la caduta Tadej voleva coraggiosamente ripartire e continuare la corsa, ma si è rivelato umanamente e fisicamente impossibile."

Sospetta frattura della clavicola e incertezza sul finale di stagione

In attesa dei referti ufficiali dai controlli strumentali, le prime sensazioni del personale medico rimangono preoccupanti. Pogačar ha accusato un dolore acuto nella zona della spalla e al volto; tutti gli indizi clinici sembrano orientati verso una frattura della clavicola, motivo per cui si è reso indispensabile il trasporto immediato in ospedale.

Il forte incidente rischia ora di ipotecare l'ultima parte di stagione del campione del mondo, che vedeva nei Mondiali di Montréal, negli Europei e nel Giro di Lombardia i suoi prossimi grandissimi obiettivi.

Matxin ha però voluto frenare su qualsiasi programmazione futura:

"Chiaramente il piano originario prevedeva di correre i Mondiali, gli Europei e il Lombardia dopo aver completato la Vuelta. In questo momento, però, il futuro agonistico passa in secondo piano: la persona viene prima di tutto."