A Bolzano è stato presentato il gemello digitale di Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio. Il progetto, svelato il 9 settembre 2026, è un modello tridimensionale ad altissima precisione della mummia del Similaun. Realizzato da un team interdisciplinare guidato dall’archeologo Luca Bezzi di Arc-Team, su incarico del Museo Archeologico dell’Alto Adige, questo modello riunisce in un unico ambiente digitale la superficie esterna del corpo e le sue strutture anatomiche interne.

La base del modello esterno è stata creata a partire da 1.294 fotografie ad alta risoluzione, scattate sulla parte anteriore e posteriore della mummia.

Le immagini sovrapposte hanno permesso di calcolare la forma tridimensionale attraverso la fotogrammetria Structure from Motion. La procedura ha dovuto affrontare la sfida dei riflessi generati dallo strato protettivo di ghiaccio, che potevano interferire con la ricostruzione digitale.

Il metodo con luce polarizzata

Per ridurre tali riflessi, il gruppo di lavoro ha sviluppato un sistema specifico di acquisizione basato sulla luce polarizzata. Il risultato è un modello con una risoluzione spaziale submillimetrica, inferiore al millimetro. Questo livello di dettaglio sulla superficie della mummia permette di osservarne digitalmente la forma esterna senza ricorrere alla manipolazione diretta del reperto.

Il modello superficiale è stato poi integrato con i dati della tomografia computerizzata dell’intero corpo, eseguita nel 2021 presso l’Ospedale di Bolzano. Questa integrazione collega il rilievo esterno con le informazioni anatomiche interne ottenute dalla Tac. Luca Bezzi, primo autore dello studio e responsabile del progetto per Arc-Team, ha spiegato: “Per la prima volta possiamo analizzare la superficie esterna del corpo di Ötzi e le sue strutture anatomiche interne in un unico modello tridimensionale”.

Ricerca, conservazione e divulgazione

Il progetto, commissionato dal Museo Archeologico dell’Alto Adige, si configura come uno strumento strategico. Le sue applicazioni riguardano la conservazione, la ricerca archeologica, la medicina forense e la divulgazione, offrendo nuove prospettive per lo studio e la tutela della mummia.