Il nuovo round di Profound segna un passaggio chiave per il mercato dell’answer engine optimization. La startup ha raccolto 180 milioni di dollari in una Series D, raggiungendo una valutazione di 1,8 miliardi. A meno di sette mesi da una Series C da 96 milioni, l'operazione conferma l'interesse degli investitori per strumenti che migliorano la visibilità dei brand nelle risposte generate dall'AI.
Profound: dalla SEO ai risultati generati dall’AI
Profound sviluppa software di marketing per analizzare la scoperta di prodotti e marchi tramite motori generativi, chatbot e interfacce conversazionali.
È un’evoluzione diretta della SEO tradizionale: non mira più solo a posizionare pagine web nei risultati classici, ma a comprendere fonti, segnali e contenuti usati dagli assistenti AI per costruire risposte. In questo scenario, l’answer engine optimization diventa una disciplina strategica per le aziende che non vogliono perdere visibilità con il passaggio dalla ricerca basata su link alla sintesi automatica.
Il round è stato guidato da Sequoia e Kleiner Perkins, con la partecipazione di investitori esistenti quali Lightspeed Venture Partners, Khosla Ventures e South Park Commons. La crescita è rilevante: ricavi triplicati negli ultimi sei mesi e oltre 1.000 clienti enterprise, tra cui Comcast, Estée Lauder Companies e Walmart.
Ciò dimostra che il tema non è più sperimentale, ma già integrato nei budget delle grandi imprese.
Capitali AI: crescita, sicurezza e infrastrutture
L’operazione Profound si inserisce in un contesto più ampio, caratterizzato da nuovi finanziamenti in AI, cybersicurezza e infrastrutture digitali. Si evidenzia anche il round da 270 milioni di dollari di Exein, società italiana di cybersicurezza per dispositivi connessi valutata 1,7 miliardi, e ulteriori accordi in sanità digitale, agenti AI, data center e software enterprise.
Il quadro è duplice: da un lato, gli investitori continuano a finanziare applicazioni verticali dell’intelligenza artificiale; dall’altro, cresce l’attenzione verso rischi, sicurezza e governance.
L’answer engine optimization si colloca in questo crocevia: promette visibilità commerciale, ma dipende da ecosistemi opachi, con regole di ranking meno leggibili rispetto ai motori di ricerca tradizionali.