Il Ultrahuman smart ring sta diventando un caso rilevante nel mercato dei wearable: non solo per il nuovo round da 70 milioni di dollari, ma per l’idea industriale che lo accompagna. Qualcomm Ventures partecipa al finanziamento insieme a Labcorp, Alpha Wave, Blume Ventures, Nexus Venture Partners e Alteria Capital, con una valutazione indicata intorno a 365 milioni di dollari. La startup di Bengaluru vuole trasformare l’anello da sensore per sonno, movimento e frequenza cardiaca in un dispositivo capace di eseguire software direttamente sul dito.

Dal tracker al computer da indossare

Il punto centrale è la collaborazione con Qualcomm. Ultrahuman sta lavorando a un nuovo anello basato su chip Qualcomm, in sostituzione dell’attuale componente Nordic Semiconductor. La scelta non è solo tecnica: più potenza sul dispositivo significa meno dipendenza da smartphone e cloud, quindi maggiore autonomia operativa, latenza più bassa e possibilità di elaborare dati personali in modo più vicino all’utente. È qui che il Ultrahuman smart ring prova a distinguersi da un mercato ancora dominato dalla misurazione biometrica.

Le funzioni immaginate vanno oltre la salute. L’anello potrebbe agire come puntatore, mouse, controller per videogiochi, chiave digitale per auto e interfaccia per applicazioni di intelligenza artificiale.

Alcune capacità dovrebbero arrivare già tramite aggiornamenti software sugli attuali Ring Air e Ring Pro entro settembre 2026, inclusa l’apertura a sviluppatori terzi. La scommessa è trasformare la posizione dell’anello sul dito in un’interfaccia naturale, continua e meno ingombrante rispetto allo smartwatch.

I numeri del round e il quadro finanziario

Il round è composto da 65 milioni di dollari in equity primaria e 5 milioni di debito. Partendo da filing regolatori, si parla di circa 583 crore di rupie e si dettaglia il contributo atteso degli investitori: Qualcomm Ventures circa 143 crore, Alpha Wave 114 crore, Labcorp 95 crore e Blume Ventures 90 crore, oltre ad altri partecipanti. La lettura combinata mostra un finanziamento ampio, sostenuto sia da investitori tecnologici sia da attori legati alla salute e alla diagnostica.

Il quadro economico resta però più complesso della narrativa di crescita. Ultrahuman dichiara un run rate annuo di 140 milioni di dollari, in aumento di circa il 45% su base annua, con l’obiettivo di arrivare a 200 milioni entro gennaio 2027. Circa 800.000 anelli sono stati venduti e una quota del 12% di utenti paga per PowerPlugs, le sue funzioni software in abbonamento. La società è passata però da un utile di 73 crore di rupie a una perdita netta provvisoria di 176 crore in FY26, nonostante ricavi in crescita.

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