A Bologna, il 26 settembre 2026, si è svolto il primo incontro sulla banda ultra-larga e la connettività nelle aree a minore densità abitativa dell'Appennino emiliano-romagnolo. L'iniziativa, promossa dall'assessora regionale all'Agenda digitale, Elena Mazzoni, mira a garantire collegamenti adeguati anche nelle zone collinari e montane, essenziali per lavoro, studio, impresa e servizi.

Nel confronto con i Comuni, sono emerse preoccupazioni sul completamento degli interventi e sul rischio che le aree collinari e montane restino penalizzate. L'incontro ha analizzato le situazioni della montagna bolognese per digitale e banda ultra-larga.

Fornite schede aggiornate ai Comuni, con avanzamento lavori, interventi conclusi, in corso e criticità.

Stato degli interventi nei Comuni

La Regione e Lepida monitorano l'attuazione degli interventi, confrontandosi con Open Fiber e supportando gli enti locali. Su 20 Comuni analizzati, otto sono in vendibilità attiva, quattro in vendibilità passiva. Altri cinque Comuni sono ancora da attivare, mentre tre sono collegati tramite tecnologia Fwa (Fixed wireless access).

L'assessora Mazzoni ha ribadito che le infrastrutture digitali sono "essenziali", specie per le aree montane, dove possono ridurre le distanze, sostenere le attività economiche e facilitare l'accesso ai servizi. Un metodo "Comune per Comune" con i sindaci accompagnerà completamento, gestione criticità e valorizzazione infrastrutture.

Il Piano nazionale aree bianche

Questo percorso si inserisce nel Piano nazionale aree bianche BUL, portando la connettività a banda ultra-larga nelle aree a "fallimento di mercato" dove gli operatori privati non investono. Il Piano è gestito dal Ministero per le Imprese e il Made in Italy e da Infratel, con realizzazione affidata a Open Fiber.