Prende il via a Bari il 9 ottobre 2026 il primo processo pubblico simulato dedicato all'Intelligenza artificiale. L'iniziativa, ospitata nell'aula della Corte di Assise e articolata in quattro udienze, è promossa e organizzata dal Club delle Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e BAT. L'obiettivo del dibattimento simbolico è mettere l'IA sotto accusa per i danni provocati dalla sua crescente intrusione nella vita quotidiana delle persone.
Il processo assegna all'Intelligenza artificiale quattro capi d'imputazione principali, tutti ispirati a casi realmente accaduti.
Tra le accuse figurano l'istigazione al suicidio di un minorenne, scaturita da mesi di conversazioni in chat; l'illecita diffusione di contenuti diffamatori tramite deepfake, con la creazione di finti contenuti social a carattere razzista attribuiti erroneamente a una docente; le lesioni personali colpose gravissime, conseguenti a una diagnosi medica errata di tumore al seno. Un'ampia sezione delle imputazioni riguarda inoltre l'impatto sul mondo del lavoro e sulla società, includendo la sostituzione algoritmica del lavoro, l'esclusione collettiva opaca, il controllo illecito, la truffa mediante dipendenza tecnologica indotta e il disastro ambientale.
Le udienze e i testimoni
Le quattro udienze sono programmate per il 9, il 16 e il 23 ottobre e il 4 novembre 2026.
Il calendario prevede che la prima udienza, il 9 ottobre, si concentri sull'accusa di istigazione al suicidio. La seconda udienza, il 16 ottobre, affronterà le lesioni colpose e, in un ulteriore passaggio nella stessa data, la diffamazione mediante contenuto falsificato. L'udienza del 23 ottobre sarà dedicata alla condotta antisindacale legata alla sostituzione algoritmica del lavoratore. Il percorso giudiziario si concluderà il 4 novembre 2026 con la requisitoria, le arringhe e il verdetto finale.
Nel corso del dibattimento, interverranno dodici testimoni provenienti da diversi settori: il mondo medico, universitario, imprenditoriale e sindacale. Tra le figure di spicco che porteranno la loro testimonianza sui casi al centro del processo simulato, si annoverano Filippo Anelli, presidente nazionale degli Ordini dei Medici, Roberto Bellotti, rettore dell'Università di Bari, e Roberto Catanesi, psicopatologo forense, oltre a numerosi altri docenti universitari, imprenditori e sindacalisti.
Accusa, difesa e composizione della Corte
Il ruolo dell'accusa sarà ricoperto dal procuratore di Bari, Roberto Rossi, affiancato dagli avvocati Valeria Logrillo e Francesco Carparelli di Deloitte Legal. La difesa sarà rappresentata dagli avvocati Michele Laforgia, Andrea Di Comite e Domenica Leneg. La composizione della Corte, come anticipato, includerà magistrati e una giuria popolare, elementi che conferiscono al processo un carattere di piena rappresentatività e partecipazione pubblica.