La prossima fase dell’intelligenza artificiale consumer potrebbe non richiedere una nuova applicazione, bensì integrarsi direttamente nelle conversazioni quotidiane. Una tendenza emergente rivela una categoria in rapida espansione: gli AI agents nei messaggi. Questi assistenti digitali sono accessibili tramite canali come SMS, iMessage, WhatsApp o Telegram, e si distinguono per la capacità di ricordare il contesto personale, trasformando richieste scritte in azioni concrete. Non si tratta più di semplici chatbot che forniscono risposte, ma di software avanzati in grado di prenotare, pianificare, acquistare, impostare promemoria e coordinare attività della vita di tutti i giorni.
Da app autonome a interfacce conversazionali
Il cambiamento significativo risiede nello spostamento dell’interfaccia utente. Servizi come Caddy, Folk, Martin, Rene, Tomo e Wajo mirano a operare all'interno dei canali di comunicazione che gli utenti già utilizzano, eliminando l'attrito spesso associato alle app dedicate. Questi assistenti possono connettersi a calendari, account email, conversazioni e altri servizi esterni. Utilizzano poi queste informazioni per creare promemoria, inviare messaggi, gestire appuntamenti o ricercare soluzioni specifiche. In questo modo, la chat si evolve in una sorta di sistema operativo leggero per la gestione della vita personale.
Il mercato mostra una chiara segmentazione: alcuni prodotti sono di natura generalista, mentre altri si focalizzano su nicchie specifiche come famiglie, creatori di contenuti, viaggi, lavoro o gestione domestica.
Ad esempio, Fambot, Ohai, Ollie e Orbits sono progettati per organizzare calendari familiari, impegni scolastici, pasti, commissioni e comunicazioni ricorrenti. Miso si concentra sui viaggi, Stanley si rivolge ai creator e Town è orientato alla produttività professionale. Gli AI agents nei messaggi si configurano così non come un singolo prodotto, ma come una modalità d’accesso versatile a servizi verticali.
DoorDash e l’ordine via iMessage
Questa evoluzione si estende anche all'e-commerce operativo. DoorDash ha introdotto un agente AI che permette di ordinare cibo direttamente all'interno di Apple Messages (iMessage), con una lista d’attesa già aperta per gli utenti negli Stati Uniti. L'approccio è intuitivo: l'utente può semplicemente scrivere una richiesta in linguaggio naturale, come "ordina il solito piatto in ufficio", senza dover aprire l'applicazione principale di DoorDash.
Il sistema associa il numero di telefono dell'utente al suo profilo DoorDash, tenendo conto dello storico degli ordini, delle preferenze salvate e del metodo di pagamento predefinito. Questo rappresenta un passo avanti significativo, poiché sposta l'agente dall'ambiente controllato di un'app proprietaria al flusso quotidiano della messaggistica. In futuro, settori come la ristorazione, le consegne a domicilio, le prenotazioni e il customer care potrebbero diventare funzioni richiamabili con un semplice messaggio, superando la necessità di menu, filtri e processi di checkout tradizionali.