Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello di Napoli, ha ribadito la centralità insostituibile del magistrato nel processo decisionale giudiziario. Intervenuta il 3 ottobre 2026 a Capri, durante il convegno nazionale sulla digitalizzazione della Giustizia, Covelli ha chiarito che l'intelligenza artificiale può essere un valido strumento di assistenza, ma non potrà mai sostituire il giudizio umano.

L'evento, promosso dal Centro Elettronico di Documentazione della Corte Suprema di Cassazione e dal Dipartimento per l’Innovazione tecnologica del Ministero della Giustizia (diretto da Antonella Ciriello), ha esplorato il rapporto tra lavoro giudiziario, banche dati, sicurezza e intelligenza artificiale.

Nella sessione intitolata "Giustizia digitale - interoperabilità, banche dati e sicurezza nell’epoca dell’IA", tenutasi alla Certosa di San Giacomo di Capri, la presidente Covelli ha collegato la digitalizzazione della giustizia a pilastri fondamentali: la fiducia dei cittadini nella giurisdizione, la tutela dei diritti e la capacità delle istituzioni di governare il patrimonio informativo degli uffici giudiziari.

Magistratura e garanzie costituzionali

Covelli ha richiamato la necessità che la digitalizzazione si inserisca nel quadro della Costituzione italiana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Ha evidenziato i principi di autonomia, indipendenza e imparzialità, presidiati dal Csm e dal Ministero della Giustizia.

Ha inoltre sottolineato che ogni magistrato, togato e onorario, deve attuare questi principi con competenza, formazione e responsabilità, garantendo una giustizia equa e trasparente.

Un focus è stato posto sulle garanzie processuali, con richiamo agli articoli 24 e 111 della Costituzione, che tutelano il diritto di difesa, il giusto processo, il contraddittorio e la motivazione dei provvedimenti. La digitalizzazione è stata inquadrata come strumento per rafforzare le funzioni fondamentali dello Stato e il loro esercizio da parte degli uffici giudiziari.

Il messaggio centrale di Covelli è stato chiaro: la centralità della decisione umana è irrinunciabile. Sebbene la tecnologia offra ausilio, la valutazione dei fatti, l'interpretazione della legge e l'adozione dei provvedimenti restano prerogative esclusive del magistrato, preservando l'integrità del processo di giustizia.