Il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro, ha preso parte il 3 ottobre 2026 al Convegno Nazionale sulla Digitalizzazione della Giustizia, tenutosi nella suggestiva cornice della Certosa di San Giacomo di Capri. Al centro del suo intervento, un messaggio chiaro e perentorio sul ruolo della magistratura di fronte all’inarrestabile innovazione tecnologica che sta trasformando il settore giudiziario: “La magistratura è chiamata a governare il cambiamento, non a subirlo”.
Policastro ha approfondito le questioni cruciali sollevate dall'introduzione delle nuove tecnologie, ponendo un'attenzione particolare sull'intelligenza artificiale e sui sistemi di riconoscimento biometrico.
Ha evidenziato come questi strumenti siano sempre più integrati nelle attività di polizia e nelle indagini preliminari, sottolineando con forza la necessità improrogabile di autorizzazioni rigorose, controlli efficaci e garanzie inequivocabili. Tali cautele diventano fondamentali ogni qualvolta l'impiego di tecnologie automatizzate possa incidere direttamente sui dati personali, sulle libertà individuali e, più in generale, sui diritti fondamentali dell'individuo.
Il quadro normativo: il decreto legislativo n. 160 del 2026
Il procuratore generale ha richiamato l’importanza dell’entrata in vigore, avvenuta il 30 settembre 2026, del decreto legislativo n. 160 del 2026. Questo provvedimento rappresenta un passo significativo nell’ordinamento italiano, poiché ha dato piena attuazione alla disciplina europea sull’intelligenza artificiale.
La nuova normativa, infatti, regolamenta l'impiego di questi sistemi anche nell'ambito delle attività di polizia e delle indagini preliminari. Essa stabilisce con chiarezza i casi delimitati in cui tali tecnologie possono essere utilizzate, prevedendo al contempo un robusto sistema di autorizzazioni e controlli, la cui supervisione è affidata al pubblico ministero e al giudice, a garanzia della legalità e della proporzionalità.
Nel suo intervento, Policastro ha dedicato un passaggio specifico al riconoscimento biometrico. Ha riconosciuto le opportunità investigative che questi strumenti possono offrire, ma ha immediatamente messo in guardia sui rischi intrinseci. Ha sottolineato come l'uso improprio o incontrollato di tali tecnologie possa compromettere gravemente la riservatezza, la libertà personale e la tutela dei diritti fondamentali, qualora non vengano rispettate rigorose garanzie di legalità e proporzionalità.
Ha inoltre espresso preoccupazione per il potenziale pericolo di sviluppare forme di controllo diffuso e di sorveglianza generalizzata, rese possibili dall'elaborazione automatizzata di ingenti quantità di dati personali, un rischio che richiede massima attenzione e regolamentazione.
Centralità della decisione umana e ruolo del magistrato
La parte conclusiva dell’intervento di Policastro ha ribadito con forza la centralità del ruolo del giudice e del pubblico ministero in tutte le decisioni che hanno un impatto diretto sulla persona. Il procuratore generale ha concluso il suo discorso con un'affermazione lapidaria e di grande rilevanza: “L'intelligenza artificiale può assistere il magistrato; non può sostituirne il giudizio”.
Questo monito sottolinea l'insostituibilità del giudizio umano nelle scelte che incidono sulla libertà, sui diritti e sulla dignità dell'individuo, riaffermando il principio che la tecnologia deve rimanere uno strumento al servizio della giustizia, e non un sostituto della coscienza e della responsabilità del magistrato.