L’AI ambientale si afferma come nuova interfaccia tra persone, lavoro e oggetti. Due progetti distinti, entrambi denominati Ambi, ne evidenziano la portata. La startup di Peter Mo, ex dirigente Plaud, ha raccolto 26 milioni di dollari per un’app che ascolta il contesto utente e fornisce suggerimenti in tempo reale. Parallelamente, Intelligent Clinical Systems impiega il nome Ambi per un sistema di rack medicali guidati da LED, volto a ottimizzare la ricerca di forniture sanitarie. Entrambe le iniziative mirano a trasformare il contesto in dato operativo.
L'Ambi di Peter Mo: l'ascolto continuo come interfaccia
La visione di Ambi, la startup di Mo, si basa sull'idea che una maggiore conoscenza del contesto ambientale dell'utente renda l'assistente più efficace. Le applicazioni per iPhone, Mac e Apple Watch sono concepite per prendere appunti durante le riunioni e per l'ascolto continuo, catturando informazioni durante la giornata. L'obiettivo è anticipare le necessità: suggerire documenti, collegare dati dal calendario, attingere alla knowledge base aziendale e supportare l'utente nelle sue attività lavorative.
Questa evoluzione proietta l'AI ambientale oltre il tradizionale modello del chatbot. L'interazione si sposta da domande esplicite a segnali rilevati nel flusso quotidiano.
È prevista anche un'app desktop futura, capace di osservare il lavoro e memorizzare elementi utili, oltre a un dispositivo hardware dedicato con schermo, speaker, fotocamera e microfoni. L'assistente si trasforma così da semplice software a presenza distribuita tra vari dispositivi e contesti operativi.
Le sfide della privacy nell'ascolto ambientale
La privacy è un aspetto critico. Sistemi che registrano conversazioni possono coinvolgere chi non ha scelto il servizio. Ambi afferma che la cattura ambientale è disattivata di default, disattivabile dall'utente, che le registrazioni non sono conservate e i dati sono cifrati. Tuttavia, l'azienda non specifica il tipo di crittografia e affida agli utenti la responsabilità di informare le persone vicine.
L'AI sempre in ascolto presenta un'ambivalenza: promette produttività e assistenza proattiva, ma introduce una raccolta dati di difficile trasparenza, specie in uffici e spazi condivisi.