I ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) faranno ritorno alla casa di reclusione di Onanì-Mamone, nel Nuorese, il 14 e 15 ottobre 2026. L'obiettivo è concludere la prima fase delle indagini geofisiche, avviate nel marzo dello stesso anno, nell'area strategica legata alla candidatura dell’ex miniera di Sos Enattos, a Lula, quale sede dell’Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo dedicato alle onde gravitazionali.

Il programma di lavoro si articola su due fronti principali. Le sedici stazioni sismiche, installate lo scorso marzo, verranno rimosse dopo aver registrato per sei mesi consecutivi il rumore di fondo del sottosuolo sardo.

I dati raccolti sono fondamentali per identificare le principali sorgenti di disturbo sismico presenti nell’area. Parallelamente, la stazione magnetica e magnetotellurica rimarrà operativa, grazie all'elevata qualità dei dati elettromagnetici acquisiti, che ne ha giustificato il mantenimento in attività.

Le indagini geofisiche nella struttura di Onanì-Mamone

In previsione della stagione invernale, l’installazione magnetica e magnetotellurica sarà oggetto di un consolidamento mirato a garantirne la continuità operativa e l'affidabilità delle misure. Anche in questa fase cruciale, i ricercatori collaboreranno attivamente con i detenuti che già in primavera avevano offerto il loro contributo nell'installazione degli strumenti sul campo.

Questa campagna di indagini rientra tra le attività coordinate dal Centro di Caratterizzazione Geofisica per Einstein Telescope, svolte nell’ambito del progetto MEET, recentemente giunto a conclusione.

Le indagini hanno come scopo primario la documentazione del silenzio geofisico dell’area dell’ex miniera di Sos Enattos. L’Einstein Telescope è concepito come un osservatorio europeo all'avanguardia per le onde gravitazionali, capace di rilevare le increspature dello spazio-tempo generate da eventi cosmici di estrema violenza. Le attività sul campo sono il risultato di una proficua collaborazione tra l'INGV, il Ministero della Giustizia e l’Agenzia del Demanio, attraverso la sua Direzione regionale Sardegna.

Il supporto logistico e operativo è garantito dalla direzione della casa di reclusione e dalla Polizia Penitenziaria.

Il ruolo del progetto MEET

La rete sismica locale all'interno della casa di reclusione di Onanì-Mamone era stata completata nell'aprile 2026, insieme a una stazione meteo. Questa installazione aveva fatto seguito a una precedente messa in opera di strumentazione magnetica e magnetotellurica, destinata allo studio del campo elettromagnetico naturale terrestre e alla caratterizzazione geofisica profonda del territorio. La strumentazione era stata acquisita nell’ambito del progetto MEET.