La de-estinzione entra in una fase operativa più avanzata con GenoMorph, la nuova piattaforma sviluppata da Colossal Biosciences. Questo sistema innovativo è stato concepito per affrontare e superare uno dei limiti più concreti nei progetti di recupero delle specie estinte: la scarsità di DNA utilizzabile. Nel caso specifico del dodo, Colossal opera con un numero di genomi molto limitato, una condizione che si discosta significativamente da altri programmi, come quello sul mammut lanoso, dove i campioni sono più abbondanti e meglio conservati grazie alle condizioni climatiche.

GenoMorph: la mappa genetica per la de-estinzione del dodo

GenoMorph combina morfologia 3D, genomica comparativa e biologia dello sviluppo per identificare le regioni del DNA che hanno contribuito ai tratti distintivi del dodo, in particolare la struttura cranio-facciale e il becco. La piattaforma agisce come una mappa del tesoro, permettendo di restringere il campo ai cambiamenti genetici più promettenti, evitando l'analisi di migliaia di differenze indistinte e focalizzando la ricerca.

L'aspetto metodologico è cruciale: GenoMorph non modifica direttamente il genoma, ma seleziona ipotesi da verificare in laboratorio. Colossal ha già individuato circa 2.300 target di editing collegati alla morfologia cranio-facciale del dodo.

Questo indica un passaggio verso una de-estinzione più guidata da modelli predittivi e meno dipendente dai confronti genomici tradizionali.

Il ruolo cruciale dei piccioni delle Nicobare

Il progetto del dodo si inserisce nel contesto biologico ed ecologico di Mauritius. Il dodo, scientificamente noto come Raphus cucullatus, appartiene all'ordine dei Columbiformes e ha nel piccione delle Nicobare il parente vivente più prossimo. La colonia di questi piccioni è parte integrante della strategia per trasferire e validare tratti genetici in un modello aviario compatibile.

Colossal ha anche annunciato progressi nello sviluppo delle cellule germinali, fondamentali per la riproduzione aviaria, che presenta complessità maggiori rispetto ai mammiferi. L'intelligenza artificiale per la de-estinzione collega così previsione computazionale, ingegneria cellulare e validazione embrionale.