Nel mercato del software produttivo, dove l’integrazione di assistenti generativi è spesso presentata come passaggio obbligato, la scelta di LibreOffice senza AI assume un valore industriale e culturale distintivo. The Document Foundation, l'organizzazione dietro la suite, considera l’assenza di funzioni di intelligenza artificiale generativa non una mancanza, ma una decisione deliberata. Questa posizione garantisce l'assenza di invio automatico dei documenti a server remoti, elimina la dipendenza da servizi cloud e assicura la piena operatività anche offline.
Tale decisione è significativa in un contesto in cui molte piattaforme inseriscono chatbot e strumenti di scrittura assistita in modo sempre più profondo. LibreOffice, al contrario, trasforma il rifiuto dell’AI predefinita in una promessa di controllo: l’utente deve sapere dove vanno i propri contenuti e poter decidere se, come e con quale modello elaborarli.
LibreOffice e l'AI: una scelta pragmatica
L'approccio di LibreOffice senza AI non nasce da un’opposizione assoluta alla tecnologia. The Document Foundation non esclude l’uso di modelli generativi, ma non ritiene maturo un approccio da integrare nella configurazione standard della suite. Per un software utilizzato in contesti come scuole, uffici pubblici e studi legali che trattano dati sensibili, l’automazione non può prescindere da garanzie sul trattamento delle informazioni.
In questa prospettiva, l’assenza di AI diventa una funzionalità chiave, riducendo la superficie di rischio. Un editor di documenti contiene spesso contratti, cartelle cliniche, dossier interni o materiali coperti da segreto professionale. Se una funzione generativa richiedesse l’upload del testo verso un’infrastruttura esterna, il problema non sarebbe solo tecnico, ma riguarderebbe audit, conformità, responsabilità e fiducia.
I criteri di The Document Foundation per l'AI
The Document Foundation ha definito una griglia precisa per l'eventuale integrazione di AI: controllo utente sull'esecuzione e l'inferenza (anche in locale), nessun invio di contenuti senza autorizzazione, assenza di telemetria.
A questi si aggiungono l’assenza di lock-in verso un singolo fornitore, il rispetto del formato ODF e la possibilità di installare, rimuovere o nascondere completamente la funzione.
La fondazione sostiene che, allo stato attuale, nessuna integrazione soddisfa l’intero insieme di condizioni per essere abilitata di default. È una valutazione sul presente della tecnologia, non un giudizio definitivo. Gli utenti interessati possono comunque ricorrere a estensioni di terze parti, spesso collegate a modelli locali tramite strumenti come Ollama o LM Studio, valutando con attenzione configurazione ed endpoint.