Il generale Carmine Masiello, capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha ribadito a Trieste il 10 ottobre 2026, durante un incontro promosso sulla nave Vespucci, il principio della responsabilità umana nelle decisioni militari. Il tema centrale del suo intervento si è focalizzato sul delicato rapporto tra guerra, tecnologia ed etica: Masiello ha evidenziato come gli scenari internazionali e le modalità di combattimento siano profondamente mutati, anche per effetto dell'impiego sempre più pervasivo di strumenti tecnologici avanzati. Nonostante questa evoluzione, il capo di Stato Maggiore ha affermato che l’Esercito non rinuncia ai propri valori etici fondamentali.
La sua posizione è stata espressa con una formula chiara e inequivocabile: “sarà sempre un uomo a decidere la vita o la morte di un altro uomo”.
Masiello ha collegato il cambiamento degli scenari globali alla crescente presenza e all'utilizzo intensivo di dispositivi tecnologici nei conflitti moderni. Nel corso del suo discorso, ha citato l'impiego diffuso di droni e di altri strumenti sempre più sofisticati, richiamando la guerra in Ucraina come un contesto emblematico in cui questi mezzi trovano un utilizzo rilevante. Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha sottolineato l'importanza della preparazione dei soldati anche sul fronte tecnologico, mantenendo però il ruolo centrale della persona all'interno della catena decisionale.
Il punto cruciale posto durante l’incontro sulla nave Vespucci riguarda, dunque, la definizione del limite etico entro il quale l’innovazione militare può e deve essere impiegata.
Il limite umano nella decisione militare
Nel passaggio dedicato alla responsabilità operativa, il generale Masiello ha tracciato una netta distinzione tra l’impiego degli strumenti tecnologici e la decisione finale. La tecnologia, pur essendo presentata come una componente ineludibile del cambiamento nel modo di fare la guerra, non è in alcun modo considerata un sostituto del comando umano. La posizione espressa dal generale mantiene il soldato e, più in generale, la persona al centro del processo decisionale, anche in un'era in cui droni, sistemi digitali e dispositivi avanzati rendono il campo di battaglia sempre più dipendente da informazioni complesse, sensori sofisticati e processi di automazione.
Il riferimento alla preparazione dei soldati conferma la visione dell'Esercito, che considera la competenza tecnologica una componente essenziale della formazione e dell’azione militare contemporanea. Tuttavia, Masiello ha saldamente collegato questa evoluzione alla continuità dei valori tradizionali, ribadendo il principio cardine secondo cui l'uso della tecnologia non deve mai trasferire la responsabilità ultima dalla sfera umana a quella di una macchina. La scelta fondamentale sulla vita o sulla morte di una persona resta, pertanto, saldamente ancorata alla sfera umana e di comando, un principio etico irrinunciabile per l'Esercito.