Satlyt, startup co-fondata da Rama Afullo (ex Google Cloud e SpaceX Starlink), sta ridefinendo l'intelligenza artificiale sui satelliti. Ha raccolto un seed round da 8 milioni di dollari, guidato da Non Sibi Ventures, per sviluppare una piattaforma software innovativa. Questa tecnologia mira a trasformare i satelliti in nodi di calcolo capaci di elaborare dati direttamente nello spazio, superando i limiti economici e operativi dell'invio a Terra di enormi informazioni, spesso vincolato da finestre di collegamento, banda e costi di downlink. L'AI sui satelliti permette operazioni cruciali a bordo: filtrare immagini, diagnosticare anomalie, comprimere log e trasmettere solo dati essenziali.

Questo approccio trasforma l'AI sui satelliti in edge computing spaziale, minimizzando latenza e dipendenza dai centri terrestri.

Satlyt ha già validato la sua tecnologia in missioni dimostrative. L'esecuzione del modello Gemma di Google DeepMind su un satellite Momentus ha ridotto di oltre il 60% la dimensione di una trasmissione relativa a errori software, evidenziando il potenziale di efficienza per intere flotte satellitari.

Un modello software-first per lo spazio

La strategia distintiva di Satlyt si basa su un approccio software-first. L'azienda non sviluppa propri satelliti, ma crea una piattaforma software per orchestrare modelli di intelligenza artificiale e carichi di calcolo su hardware spaziale esistente o di terzi.

Rama Afullo descrive questa visione come un ecosistema aperto e orizzontale, differenziandosi da SpaceX, Google o startup che costruiscono data center in orbita. Satlyt si propone come livello operativo fondamentale per il calcolo distribuito nello spazio, consentendo a operatori satellitari, enti governativi e aziende di sfruttare l'AI senza riprogettare le proprie missioni.

La missione con TakeMe2Space, NASA e Stellerian

Il prossimo banco di prova per Satlyt sarà una missione su razzo SpaceX, con hardware di TakeMe2Space. L'iniziativa, che coinvolge NASA e Stellerian, prevede diversi usi: test di protocolli per il cloud computing nello spazio, elaborazione immagini per sorveglianza spaziale e hosting di software di terze parti su satellite.

L'obiettivo è validare versatilità e affidabilità della piattaforma. L'azienda punta inoltre a dimostrare un ambiente di calcolo condiviso tra due satelliti, passo cruciale per evolvere verso un autentico servizio di cloud orbitale. Rama Afullo ambisce a installare il software Satlyt su una quota rilevante dei satelliti entro fine decennio, confidando nell'evoluzione dell'hardware di bordo con GPU e processori avanzati.