L'Università degli Studi della Basilicata ha ottenuto un significativo riconoscimento internazionale: ventiquattro suoi ricercatori figurano nella classifica mondiale Stanford-Elsevier 2026. Questo prestigioso ranking, noto come World’s Top 2% Scientists, individua gli scienziati con il maggiore impatto scientifico a livello globale, evidenziando l'eccellenza della produzione accademica lucana.

L'edizione 2026 della classifica include 24 studiosi dell'Unibas per l'attività scientifica svolta nel 2025. Inoltre, 18 ricercatori dell'Ateneo sono presenti nella graduatoria che valuta l'impatto sull'intera carriera scientifica, con dati aggiornati fino alla fine del 2025.

Questo risultato, che interessa diversi ambiti disciplinari, è considerato dall'Università della Basilicata una conferma della qualità della ricerca condotta nei suoi dipartimenti e laboratori.

Criteri di valutazione della classifica

La classifica World’s Top 2% Scientists si basa su indicatori bibliometrici ricavati dal database Scopus. Vengono esaminate le pubblicazioni scientifiche internazionali in 20 aree disciplinari e 174 sottosettori. I parametri chiave includono le citazioni e l'impatto delle pubblicazioni. I dati per l'edizione 2026, pubblicati il 7 ottobre 2026 come versione 9, sono stati calcolati sui profili autore Scopus disponibili al primo agosto 2026.

Il dataset distingue l'impatto sull'intera carriera da quello riferito a un singolo anno.

Per la versione 2026, i dati sull'intera carriera sono aggiornati alla fine del 2025, mentre quelli del singolo anno riguardano le citazioni ricevute durante il 2025. La selezione include scienziati tra i primi 100.000 per c-score (con e senza autocitazioni) o con un percentile pari o superiore al 2% nel proprio sottosettore.

Il commento del Rettore Fabrizio Caccavale

Il Rettore dell'Università della Basilicata, Fabrizio Caccavale, ha espresso soddisfazione per la presenza dei ricercatori Unibas nella classifica. Ha collegato questo risultato al lavoro svolto dall'intera comunità accademica, definendolo un riconoscimento della qualità del lavoro e un motivo di orgoglio per l'Ateneo.