I licenziamenti Canva segnano un momento cruciale per la piattaforma di design digitale. L’azienda sta riducendo il 22% della propria forza lavoro, pari a 1.271 persone, a fronte di un rallentamento della crescita. Questa decisione è significativa per una società che, per oltre un decennio, ha costruito la propria identità su rapida espansione e accessibilità per utenti non specialisti.

La cofondatrice e CEO Melanie Perkins ha comunicato che si tratta di una profonda riorganizzazione, non di un’azione isolata. L’intelligenza artificiale generativa sta ridefinendo costi, competenze e aspettative degli utenti, rendendo necessaria una revisione di struttura, processi e priorità operative.

Riorganizzazione interna e impatto sul personale

Canva intende unire i team di prodotto, crescita e piattaforma in un’unica organizzazione per snellire la comunicazione e accelerare l’introduzione di funzioni AI. La società mira a ridurre la sotto-specializzazione, promuovendo responsabilità più ampie, e sta adottando un modello di lavoro ibrido con presenza in ufficio. Questa strategia punta a recuperare coordinamento, velocità decisionale e controllo sui costi, dopo un periodo di iper-crescita. I licenziamenti Canva sono, pertanto, parte di un più ampio riposizionamento industriale.

Canva AI 2.0 e nuove sfide competitive

I cambiamenti coinvolgono 1.271 dipendenti, tra esuberi, modifiche di ruolo e richieste di trasferimento, senza specificare quanti lasceranno.

La ristrutturazione prevede la riduzione di livelli manageriali e Sydney come base principale per team di prodotto. Questa evoluzione è legata a Canva AI 2.0, che offre strumenti per creare e modificare progetti tramite assistente AI. Se il design diventa conversazionale, la piattaforma deve competere non solo con software grafici tradizionali, ma anche con chatbot generalisti e startup native AI.