La separazione tra Waymo e Uber nei mercati di Austin e Atlanta non rappresenta solo la conclusione di un accordo commerciale, ma segna un cambio di fase strategico per il settore dei robotaxi negli Stati Uniti. A partire da gennaio 2028, Waymo offrirà direttamente le corse tramite la propria applicazione, superando l’attuale modello che prevedeva la prenotazione dei viaggi autonomi in queste due città attraverso l’app di Uber.

Il controllo dell’esperienza utente al centro della strategia

Il punto centrale di questa evoluzione è il controllo della relazione con l’utente finale.

Finora, Uber ha rappresentato per Waymo un canale di distribuzione efficace, utile per accelerare l’espansione in due mercati complessi, sfruttando una base clienti già consolidata nel ride-hailing. Tuttavia, questa integrazione ha introdotto anche un limite significativo: i passeggeri che richiedevano una corsa non avevano sempre la certezza di salire a bordo di un veicolo autonomo Waymo, potendo invece essere assegnati a un’auto con conducente umano.

La co-CEO Tekedra Mawakana ha descritto questa esperienza come una sorta di “scommessa” per i passeggeri. Questo dettaglio è particolarmente rilevante, poiché evidenzia come la sfida dei robotaxi non sia circoscritta unicamente alla sicurezza della guida autonoma, ma si estenda anche alla prevedibilità e alla chiarezza del servizio offerto.

Se un utente sceglie Waymo, desidera avere la certezza e la precisione sull’esperienza che sta acquistando.

L’importanza della relazione diretta con il cliente

La decisione di Waymo è stata fortemente influenzata dal feedback degli utenti, i quali hanno espresso il desiderio di una maggiore certezza nella prenotazione del veicolo autonomo. In altre città, Waymo opera già con successo attraverso la propria applicazione, stabilendo un rapporto diretto e continuativo con i clienti. Questo include ogni fase, dalla richiesta del veicolo alla gestione dell’assistenza durante la corsa.

Nel modello precedente, mediato dalla piattaforma di Uber, l’esperienza del passeggero era gestita da una terza parte.

Sebbene ciò potesse ridurre l’attrito iniziale per l’adozione, rendeva più complesso per Waymo la gestione e l’analisi di dati preziosi, le preferenze degli utenti, l’assistenza clienti, la comunicazione diretta e, in ultima analisi, la fidelizzazione. Per un’azienda che mira a rendere la guida autonoma un servizio quotidiano e capillare, non possedere il punto di contatto principale con il passeggero può trasformarsi in un limite strategico significativo.

Verso una competizione più diretta nel settore

La fine dell’esclusiva ad Austin e Atlanta non esclude completamente future collaborazioni tra le due aziende, ma rende più evidente e diretta la competizione tra chi fornisce la tecnologia autonoma e chi controlla la domanda di mobilità urbana.

Uber, dal canto suo, continua a collaborare con diversi partner nel settore dei veicoli autonomi, mentre Waymo punta a rafforzare il proprio marchio e a espandere una rete di servizi proprietari e riconoscibili.

La questione economica rimane un aspetto cruciale. Le flotte autonome richiedono investimenti di capitale elevati, manutenzione specializzata, infrastrutture operative dedicate e continui aggiornamenti software. Tuttavia, il passaggio all’app proprietaria può consentire a Waymo di raccogliere segnali e dati più precisi sul comportamento e sulle esigenze degli utenti, informazioni fondamentali per ottimizzare il servizio, migliorare l’efficienza operativa e puntare a una maggiore redditività nel lungo termine.