Innamorata da sempre della lettura, Maria Perillo è una scrittrice che ama raccontare le fiabe ma con un’ottica più moderna. Nata a Napoli nel 1983, ha trasformato tutta la sua curiosità in un vero e proprio stile di vita. Blogger e life coach, la Perillo stimola le persone ad attraversare il proprio Paese delle Meraviglie tramite il linguaggio magico della scrittura. Dall’ispirazione delle più grandi opere letterarie di Lewis Carrol e dalla cinematografia di Tim Burton, Maria ha dato vita ad “Alice nel tè e quel che non accadde”, una fiaba contemporanea ambientata in un mondo immaginario e senza tempo, pieno di allegorie, che porta alla scoperta, ma specialmente alla riscoperta del proprio bambino che si cela in ognuno di noi.

Inoltre, il libro è arricchito dalle illustrazioni dell’artista Salvatore Sorrentino (Neirus) con cui la scrittrice ha avuto un incontro che ha dato origine alla fusione tra il suo amore per la scrittura e l’arte. Noi di Blasting News abbiamo intervistato Maria per conoscerla meglio e per comprendere come, da un grande classico delle fiabe come “Alice nel Paese delle Meraviglie”, sia nata una storia così all’avanguardia e quali messaggi sono contenuti in essa.

L'intervista

Ci può raccontare di quando si è accorta che la passione per la lettura si è trasformata in amore per la scrittura?

Lettura e scrittura sono sempre andate di pari passo. Già da ragazzina leggevo molto e, contestualmente, scrivevo, ogni giorno, una pagina di diario.

Sono state le due attività costanti della mia vita da ragazzina e da adulta. Chiaramente col passare degli anni sono cambiate le letture e le riflessioni impresse su carta ma la passione che nutro per entrambe è invariata. La scrittura non può esistere senza l’esercizio primario della lettura.

Di cosa tratta “Alice nel tè e quel che non accadde”?

Perché proprio ispirarsi ad Alice nel paese delle meraviglie?

Alice nel paese delle meraviglie è la mia fiaba preferita, da sempre. Alice non è una principessa, è curiosa, rompe gli schemi, regina di se stessa; crea il suo mondo e crede nell’impossibile. Questo mi ha ispirato a giocare con i personaggi e creare una nuova avventura in cui Alice diventa consapevole del suo potere personale, del suo potenziale e del suo coraggio.

Il paese delle meraviglie che da bambina, semplicemente accadeva, adesso necessita di una presa di coscienza da parte sua.

In cosa assomiglia alla protagonista del suo libro? Quali caratteristiche rivede in Alice?

Sicuramente la curiosità, la fantasia e la creatività. L’Alice del mio libro e tutti gli altri personaggi, hanno aspetti della mia personalità che sono emersi durante il racconto. La passione per i Libri, la fisica, la spiritualità e la matematica…

Nel suo libro si parla di un’Alice ormai adulta e quindi meno ingenua e più consapevole. Secondo lei, come si può affrontare il periodo in cui tutto diventa “più reale e meno fantasioso”?

Senza perdere la curiosità e la propria parte bambina.

La vita non può esser presa troppo sul serio ma con leggerezza. Leggerezza che non è superficialità ma serenità d’animo e di mente. Dobbiamo restare bambini dentro ed interrogare sempre quella parte più libera e istintiva del nostro animo.

La filastrocca che ha anticipato l’uscita del libro racconta la sua passione per la scrittura e dell’arte di Neirus (Salvatore Sorrentino). Come siete riusciti a trovare un punto d’incontro?

Posso follemente affermare che sia stato il destino a trovarlo per noi. Ci siamo conosciuti per caso ad un ricevimento, la stesura del mio libro era terminata e lui stava già lavorando al dipinto che poi sarebbe diventato mio e avrebbe dato la copertina al libro. Quindi è come se la mia scrittura e la sua arte si fossero riconosciute.

Per le illustrazioni interne abbiamo lavorato insieme per fissare i concetti chiave e trasformarli da parole a disegni.

A quale pubblico è rivolto “Alice nel tè e quel che non accadde”? E che cosa si aspetta dai lettori una volta che hanno letto il suo racconto?

Quando ho terminato la stesura di Alice nel tè e quel che non accadde, ero certa che il racconto fosse indirizzato ad un solo pubblico adulto, successivamente, in fase di prefazione, la critica ha ritenuto che Alice fosse adattabile anche ad un pubblico più giovane, compresi i bambini della scuola primaria. Per cui, Alice può essere letto a tutte le età, chiaramente il messaggio che arriverà sarà diverso in base alla maturità ed alla predisposizione ad accogliere.

Come detto prima, i riferimenti alla fisica, alla numerologia, ai chakra, alla spiritualità e alla motivazione sono talvolta impercettibili, mi auguro che ognuno accolga ciò che il suo spirito è pronto a ricevere; come in tutte le cose.