Niente da dire. The Strain, la nuova serie tv del canale Fox di Sky, è sempre più avvincente. In alcune scene fa anche sobbalzare dalla sedia, incredibile. Per me, che non amo le storie di vampiri succhiasangue, è una vera rivelazione. Corey Stoll, protagonista, ci sta dando prova tangibile delle sue incredibili doti interpretative, grazie anche al suo personaggio, così complesso eppure così normale. La seconda puntata della serie si apre con il ritrovamento del corpo senza vita del supervisore Peter Bishop. Intorno al cadavere la stessa secrezione biologica trovata sull'aereo, visibile solo con raggi ultravioletti, e riconducibile ad escrementi di pipistrello o zecca.

Nel frattempo il Sig. Palmer, colui che ha permesso alla cassa di entrare negli Stati Uniti, e il suo socio, stanno lavorando per fermare l'epidemiologo e far rilasciare i sopravvissuti, messi in quarantena dallo stesso. "Basta inventare una storia e dare alla stampa qualcuno da odiare" - così il vecchio miliardario risolverà la situazione. Infatti, i 4 superstiti vengono immediatamente mandati a casa, divulgando la notizia che la colpa della morti del volo è della compagnia aerea stessa che, non segnalando un guasto all'impianto, ha permesso la fuoriuscita di monossido di carbonio.

La pazienza del dottor Ephraim Goodweather viene messa a dura prova, prima dal Ministro della Salute e Diritti Umani, che ordina la libertà dei sopravvissuti, poi dalle rivelazioni del pilota che dichiara di aver visto la cassa, caricata e non dichiarata, poco prima del volo, ma, nel frattempo scomparsa dall'aeroporto.

Troppe cose da sopportare tutte insieme per l'epidemiologo, e c'è anche la sua vita privata: il giorno seguente dovrà presentarsi in Tribunale per l'udienza di affidamento congiunto del figlio Zack. I sopravvissuti, nel frattempo, cercano di tornare alla normalità, ma qualcosa non va. La rockstar, durante un incontro intimo con una donna, non resiste alla tentazione, mordendola e leccandone poi il sangue rimasto sul pavimento.

Commovente la confessione che il dottore fa durante la seduta degli alcolisti anonimi di cui fa parte. Il lato umano affiora, l'uomo ammette i suoi difetti e se ne fa carico. Sa di essere egocentrico, maniaco del controllo e aggressivo. Sa che la sua più grande colpa è quella di amare troppo il lavoro, che lo ha allontanato da casa, dalla moglie, che ora sta chiedendo il divorzio per ricominciare a vivere.

E soffre, come soffrirebbe ognuno di noi, nel vederla felice accanto ad un altro uomo che si occuperà di lei e del figlio, che è tutto il suo mondo, l'unica cosa che gli resta. Cercheremo di capire nelle prossime puntate se Ephraim è veramente deciso a cambiare. Scopriremo chi, o cosa, c'è dentro la cassa, e qual'è il suo scopo. Scopriremo il legame tra Eichhorst, socio di Palmer, e l'ebreo del negozio di pegni, e scopriremo i primi risultati sull'autopsia dei corpi delle vittime...sempre ammesso che il medico legale sia ancora vivo, ovviamente!

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