Emis Killa accusato da tutti di istigare alla violenza, in queste ore si ritrova al centro dell'attenzione dopo aver attirato critiche di ogni genere e la canzone che grida allo scandalo è intitolata "Tre messaggi in segreteria". Il cantante butta in rap il fenomeno sempre più diffuso del femminicidio, divententando in questo modo il nemico numero uno delle associazioni che si schierano in nome delle donne, vittime di violenza e soprusi

Il disco che urla allo scandalo 

Emiliano Rudolf Gianbelli, più comunemente conosciuto come Emis Killa, ha quasi ventisette anni e non pubblica un disco da tre anni. "Si tratta di un album molto più rude e più grezzo rispetto agli altri, ragion per cui farà sicuramente discutere" dichiara il cantante. In questo si è immedesimato particolarmente e ha cercato di interpretare al meglio il ruolo dello stalker, raccontando la storia di un ragazzo che perde la testa per la ex fidanzata e decide di ammazzarla.

Nel testo riscontriamo frasi come "Voglio vedere la vita che fugge dai tuoi occhi" e altre, che non possono che lasciare basiti e creare profondo scalpore tra i sostenitori del cantante e non, scatenando aspre e dure polemiche. Sui social network si leggono accusi e offese di ogni tipo, chiunque in queste ore sta esprimendo la propria opinione a riguardo.

Le pesanti accuse a suo carico 

Accusato di istigazione alla violenza, gli attivisti si sono dati subito da fare cercando di arginare il fenomeno, con striscioni e video pubblicati su ogni dove. Si urla allo stop della violenza sulle donne e a chi istiga alla violenza, si urla allo stop dei maltrattamenti, si urla allo stop delle umiliazioni. E a tutte queste dicerie sul suo conto, luii risponde a gran voce : "e così istigherei al femminicidio? Probabilmente ho ottenuto quello che volevo, ossia l'attenzione per un tema che è tanto crudele quanto attuale" è così che si difende Emis Killa.

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E non contento, rincara: "non temo assolutamente che qualcuno tenti di emularmi il personaggio, sarebbe come temere che chi legge gialli, diventi un serial killer".