Il tribunale penale di El Nozha, in egitto, ha condannato la cantante egiziana shima e il direttore della sua clip "Andy Zrouf" (I Issues) a due anni di prigione e al pagamento di 10mila sterline egiziane, pari a 561 dollari per istigazione alla depravazione e "incitamento al libertinaggio". Ha diffuso un video di una delle sue canzoni, ritenuto dalle autorità egiziane "lascivo". Le leggi sulla dissolutezza in Egitto sono state usate per arrestare individui sospettati di omosessualità, meno per atti osceni.

Ritenuto provocatorio in suo ballo in lingerie e le sue allusioni

La cantante venticinquenne egiziana inoltre balla in lingerie, versa il latte sopra una banana e appare davanti ad una lavagna che riporta la scritta "Class # 69" come "simboli del vizio" . "Lezioni di depravazione" ai giovani, secondo un giornale egiziano. I giovani seduti in un’aula scolastica, nel video, di appena due minuti, mostrano di apprezzare le allusioni della pop star e sorridono compiacendosi delle sue provocazioni.

La canzone si intitola 'Andi Zorof' ed è su Youtube, dove, subito dopo la diffusione della notizia della condanna, ha ottenuto un clamoroso successo. La cantante non era conosciuta fino ad ora per comportamenti sessualmente allusivi e questa sua esibizione ha suscitato polemiche e indignazione nel suo paese.

Ha precedentemente partecipato al concorso Arab Idol, ottenendo molto successo. Ma in una società così conservatrice come quella egiziana, questa prestazione non le è stata perdonata.

La cantante non pensava che avrebbe suscitato tante polemiche il suo video, che è stato discusso in talk show televisivi per diversi giorni. In altri spettacoli televisivi della televisione egiziana si condanna invece il furore mediatico attorno alla vicenda. Altre Tv si sono rifiutate di riprodurre il video per motivi morali, mostrando solo brevi sequenze di filmati con il corpo della cantante sfocato.

Una sconcertante campagna mediatica contro la pop star

La campagna contro la popstar è esplosa in particolare dopo che il blogger Marwan Younis ha pubblicato un video su Facebook, invitando i suoi follower a segnalare il video di Shima per i suoi contenuti considerati particolarmente forti. Non è il primo caso in Egitto, ma la vicenda ha comunque suscitato un notevole clamore di cui la stessa protagonista si è meravigliata.

La sentenza può essere contestata in tribunale. Shima si è scusata per il video su un post di Facebook, dicendo che non si aspettava una tale reazione, ma ciò non è bastato ad evitare la condanna che può essere comunque impugnata.

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