Luciano Cannito, coreografo e regista, ha replicato con fermezza alle recenti affermazioni di Timothée Chalamet. L’attore, durante un incontro organizzato da Variety e CNN all’Università del Texas, aveva dichiarato: “Non voglio lavorare nella danza o nell’opera dove la gente mantiene viva questa cosa di cui a nessuno importa più”. "Non c'è dubbio. Timothée Chalamet sulla danza ha sbagliato. Non è vero che non interessa più a nessuno. Ha offeso milioni di persone. Il giovane attore vaneggia, il suo è un inutile delirio di onnipotenza giovanile", così Luciano Cannito all'Adnkronos.

La difesa della danza e dello spettacolo dal vivo

Il coreografo ha ribadito con forza che la danza, la lirica e lo spettacolo dal vivo continueranno a prosperare, anche in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale. Cannito ha sottolineato l’ironia di un giudizio così drastico espresso da Chalamet, proveniente peraltro da una famiglia con una forte tradizione nella danza, che include la nonna, la madre e la sorella. Le reazioni negative alle dichiarazioni dell’attore, ha evidenziato Cannito, sono state unanimi e diffuse a livello internazionale, da Londra a Parigi, da New York alla Scala di Milano.

Le conseguenze social e professionali

Cannito ha fatto i calcoli sulle conseguenze, in termine di perdita di consensi, sia per quanto riguarda i social, sia professionali delle dichiarazioni dell'attore: "Non so se esista una strategia dietro alle sue parole.

Sicuramente si tratta di una comunicazione che ha fatto acqua da tutti i fronti. In pochi minuti Chalamet ha perso quasi un milione di followers e le sue quotazioni per il film 'Marty Supreme', in cui è candidato all'Oscar, sono scese dal 70 al 25 per cento"