Fabio Maria Damato, ex braccio destro di Chiara Ferragni, è stato intervistato a Verissimo da Silvia Toffanin, in onda sabato 19 settembre 2026. Al centro del racconto la fine del rapporto con l’imprenditrice digitale e la sua versione sul cosiddetto Pandoro Gate. Damato ha motivato la sua scelta di parlare: “Questa è anche la mia storia ed è giusto che anch’io mi difenda e che racconti la mia versione”.

Sul legame attuale con Chiara Ferragni, Damato ha risposto netto: “No, non c’è più un rapporto”. Ha collegato questa distanza alla rottura di un legame profondo: “Quando si rompe un legame con qualcuno con il quale hai condiviso così tanto, poi è difficile recuperarlo, serve tempo”.

L’intervista ha esplorato il rapporto personale e professionale e le ripercussioni dell'esposizione pubblica sulla vita dell'ex manager.

Damato ha descritto i mesi successivi come una fase estremamente ardua: “nessuno è pronto per una tempesta del genere” e ognuno reagisce a modo proprio. Ha invitato a riflettere su chi, in quella situazione, ha agito con correttezza e chi non ha dato aiuto. Nel bilancio personale, ha riconosciuto un errore: “Un errore che ho commesso è pensare che dei rapporti professionali potessero anche essere dei rapporti d’amicizia”.

Il momento più intimo ha toccato la sua salute mentale. Damato ha rivelato di aver “sofferto di depressione per diversi mesi”, sentendosi braccato, con immagini in televisione e telecamere sotto casa.

Ha raccontato di aver raggiunto un punto di esaurimento, senza più forze né il desiderio di alzarsi dal letto: “È stato un momento tanto buio”. Riguardo ai rapporti con Fedez, li ha definiti “totalmente di circostanza”, avendo sempre rispettato i confini professionali come marito del suo capo.

Il primo racconto televisivo a Verissimo

L'intervista segna il primo racconto televisivo di Fabio Maria Damato sulla vicenda.Il programma è parte della nuova stagione di Verissimo, che riprende su Canale 5 con il doppio appuntamento del fine settimana. La puntata è stata strutturata per presentare storie da spettacolo, attualità e racconto personale.