Universal sta riconsiderando la distribuzione internazionale, al di fuori del Nord America, di Musk, il documentario di Alex Gibney incentrato su Elon Musk. Il film, già accolto positivamente alla Mostra del Cinema di Venezia, si trova ora in una fase di incertezza riguardo alla sua uscita globale. La major non ha ancora stabilito una data definitiva né comunicato piani precisi al team di produzione. Tra le ipotesi più concrete vi è la possibilità che Universal rinunci ai diritti esteri, restituendoli ai produttori in cambio del pagamento di una penale.
Questo scenario riguarda un'opera che aveva già suscitato notevole interesse prima della sua presentazione ai festival, anche grazie alla reputazione del suo regista. Alex Gibney è riconosciuto come uno dei più influenti documentaristi statunitensi nel panorama del cinema d'inchiesta contemporaneo. Il progetto è descritto come un'analisi critica della figura di Musk, esplorando il suo crescente peso economico, tecnologico e politico. Il documentario si concentra sul fondatore e proprietario di diverse aziende chiave nei settori dell'auto elettrica, dell'esplorazione spaziale, dei social media e dell'intelligenza artificiale, evidenziandone l'impatto e l'influenza.
Nonostante l'assenza di una decisione finale da parte di Universal, il mancato annuncio di un calendario di distribuzione internazionale è il segnale più evidente di questa incertezza.
Negli Stati Uniti, il documentario seguirà un percorso distinto e già definito: la distribuzione cinematografica è affidata a Bleecker Street, con un'uscita fissata per il 16 ottobre 2026. Successivamente, nel 2027, HBO deterrà i diritti televisivi e di streaming per il mercato statunitense. Il film è inoltre atteso al London Film Festival, una tappa che conferma la sua rilevanza nel circuito dei principali appuntamenti cinematografici internazionali.
L'eventuale ripensamento di Universal viene strettamente collegato al complesso clima politico e regolatorio statunitense. In questo contesto, assumono rilevanza il ruolo della FCC, i rapporti tra Elon Musk, Donald Trump e Brendan Carr, e le potenziali ripercussioni per un grande gruppo audiovisivo che opera in settori soggetti a rigorose valutazioni e autorizzazioni pubbliche.
La questione va oltre il semplice destino commerciale di un documentario; essa solleva interrogativi sul margine di autonomia che uno studio può esercitare quando un'opera cinematografica affronta una figura di così forte influenza pubblica e industriale.
La questione dei diritti internazionali
Universal aveva acquisito i diritti esteri del documentario Musk nel 2023. Questa acquisizione iniziale aveva posto le basi per una vasta diffusione globale dell'opera, ora messa in discussione dalle recenti valutazioni della major.