Per ben 28 anni è stato il simbolo delle divisioni, una linea di confine, nata nel 1961, ai tempi della "guerra fredda", tra le aree di influenza statunitense e quella sovietica nelle due Germanie. Una frontiera fortificata costituita da due muri paralleli con all'interno la "striscia della morte", dove sono state uccise oltre duecento persone che intendevano superarla. Una linea che ha diviso non solo fisicamente la città e lo stato tedesco, abbattuta dopo diverse settimane di disordini pubblici, riunendo alla fine affetti divisi da ideologie e smembrando nel tempo il divario culturale ed economico tra l'Ovest e l'Est. Per ricordare e festeggiare il 25° anniversario della caduta del Muro di Berlino ("Berliner Mauer"), avvenuta il 9 novembre del 1989, nella capitale tedesca dal 7 al 9 novembre prossimi vi saranno ben ottomila palloncini illuminati, lungo il tracciato dove un tempo esisteva la fortificazione, che al termine dell'evento voleranno simbolicamente verso il cielo, quel cielo sopra Berlino che Wim Wenders ha reso noto attraverso il suo notissimo capolavoro cinematografico, ambientato negli ultimi anni di esistenza del Muro.

La città di Berlino e la Germania intera (riunificatasi dopo la "caduta") intende celebrare questo importante anniversario con solennità: nel pomeriggio e nella serata del 9 novembre presso la Porta di Brandeburgo vi sarà un concerto dell'Orchestra Staatskapelle (Cappella di Stato) diretta dal maestro Daniel Barenboin, con il coro Staatsopernchor di Berlino, e nelle tre giornate, tra le altre manifestazioni, saranno proiettati importanti filmati storici sull'argomento. Attese nella capitale numerose presenze turistiche (non dimentichiamo che Berlino è una delle mete più apprezzate in Europa, in particolare dagli italiani), che potranno fruire di visite guidate, dei souvenir per l'occasione (compresi i frammenti del muro, che hanno un notevole valore simbolico) oltre agli immancabili e ricercatissimi stand gastronomici.

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Un anniversario che verrà vissuto con gioia, pur non dimenticando i drammi del passato, nell'intento di affermare i grandi valori della libertà.