La minoranza consiliare di Cogne ha espresso una ferma contestazione riguardo all’ipotesi che la località valdostana possa abbandonare la rete internazionale Alpine Pearls. La posizione, manifestata ad Aosta il 2 settembre 2026, evidenzia come l’eventuale uscita sia strettamente collegata alle scelte strategiche compiute dal paese in materia di sostenibilità ambientale, mobilità dolce e alla qualità complessiva dell’offerta turistica. La possibilità di un recesso del Comune dalla rete, alla quale Cogne aderisce con convinzione dal 2010, era già stata prospettata durante il Consiglio comunale del 28 agosto 2026.

Il gruppo di minoranza ha richiamato con forza le politiche virtuose implementate negli anni, che hanno contribuito a definire l’identità di Cogne. Tra queste spiccano il trasporto pubblico gratuito, l’attestamento dei mezzi privati fuori dal centro storico per preservarne l’integrità, la limitazione del traffico nell’area centrale e l’introduzione di incentivi concreti alla mobilità elettrica. Tali iniziative hanno valso a Cogne il prestigioso riconoscimento, per ben quattro anni consecutivi, tra le 100 destinazioni più sostenibili al mondo. La minoranza si oppone categoricamente a qualsiasi modifica di questa impostazione consolidata, che ha fatto della sostenibilità e della mobilità dolce i suoi pilastri fondamentali.

Confronto pubblico richiesto sulla strategia turistica

Di fronte a una decisione di tale portata, la minoranza consiliare ha avanzato una richiesta esplicita per un confronto pubblico e trasparente in Consiglio comunale, che preceda qualsiasi deliberazione definitiva sull’eventuale uscita da Alpine Pearls. I consiglieri hanno sollecitato la maggioranza a fornire spiegazioni chiare e dettagliate sulle ragioni che motivano questa ipotesi di abbandono e, soprattutto, a illustrare quale strategia turistica alternativa intenda perseguire. La questione, infatti, tocca direttamente le future direzioni che l’amministrazione intenderà intraprendere in ambiti cruciali come la sostenibilità, la mobilità, la gestione dei cambiamenti climatici e lo sviluppo del turismo locale.

Nel documento politico presentato, il gruppo ha ribadito con fermezza: "Negli anni, Cogne ha saputo costruire un'identità riconoscibile e apprezzata, fondata su pilastri quali il trasporto pubblico gratuito, l'attestamento dei mezzi fuori dal centro storico, gli incentivi alla mobilità elettrica e il prestigioso riconoscimento, per quattro anni, tra le 100 destinazioni più sostenibili al mondo". Questo insieme di scelte strategiche viene definito dalla minoranza come un patrimonio inestimabile della comunità, sottolineando come l’adesione ad Alpine Pearls sia intrinsecamente legata a una visione di cooperazione internazionale, promozione della mobilità dolce e impegno costante per la sostenibilità.

Il gruppo ha inoltre evidenziato l’inaccettabilità di mettere in discussione una scelta così strategica senza che vengano illustrati in maniera esaustiva gli obiettivi prefissati, le alternative considerate e il modello turistico che si intende adottare. La minoranza ha espresso un profondo timore che l’abbandono di un modello virtuoso, fortemente orientato alla sostenibilità, possa preludere a un tipo di turismo più elitario, meno attento alla responsabilità ambientale e sociale del territorio. Per questo, si insiste sulla necessità di un dibattito aperto e costruttivo prima di qualsiasi passo che possa alterare l’attuale identità turistica di Cogne.